alimentazione declino cognitivo

Una dieta plant-based aiuta a rallentare il declino cognitivo: lo studio

Uno studio condotto su un gruppo di pazienti anziani ha dimostrato che un'alimentazione ricca di alimenti che contengono flavonoli, può aiutare a rallentare notevolmente il declino cognitivo.

Le persone che mangiano o bevono più cibi che contengono flavonoli, come frutta e verdura, hanno un rischio inferiore di andare incontro a un declino della memoria: lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista dell’American Academy of Neurology, Neurology. Questi antiossidanti, presenti in abbondanza nei vegetali, ma anche in tè e vino, avrebbero quindi un ruolo fondamentale per mantenere il cervello in salute.

Lo studio ha coinvolto 961 persone con un’età media di 81 anni, tenute sotto osservazione per sette anni tramite la compilazione di un questionario annuale circa la frequenza di consumo di determinati alimenti; in più, i pazienti sono stati sottoposti a test cognitivi e di memoria annuali, che comprendevano il ricordare elenchi di parole e numeri, nonché metterli nell’ordine corretto.

Divisi i pazienti in cinque gruppi in base alla quantità di flavonoli che assumevano nella loro dieta e tenendo conto di fattori come l’età, il sesso e lo stile di vita, gli studiosi hanno scoperto che il punteggio cognitivo delle persone che avevano il più alto apporto di flavonoli – e un maggiore consumo di alimenti vegetali – diminuiva a un tasso di 0,4 unità per decennio più lentamente rispetto a persone che ne consumavano di meno. Gli esperti ritengono che ciò sia dovuto probabilmente alle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie intrinseche dei flavonoli.

Ma non è tutto: in base a una suddivisione ulteriore rispetto agli alimenti vegetali e a loro apporto di questi antiossidanti, è risultato che i cavoli, insieme a fagioli, tè, spinaci e broccoli, contribuiscono in maniera migliore a ridurre la velocità del declino cognitivo. “È entusiasmante che il nostro studio dimostri che fare scelte dietetiche specifiche può portare a un tasso più lento di declino cognitivo“, ha affermato uno degli autori dello studio, il Dottor Thomas M. Holland.

I benefici di una dieta plant-based negli anziani

Questo studio si aggiunge alle già numerose evidenze che attribuiscono a una dieta a base vegetale notevoli benefici per la salute, anche in età avanzata: per fare un esempio, di recente abbiamo visto come un’alimentazione plant-based aiuti a mantenere muscoli sani e fortinegli anziani.

Ancora prima, si è rilevato che gli anziani vegani assumono il 58% in meno di farmaci rispetto ai coetanei: “I risultati mostrano che un’alimentazione sana, in particolare una dieta vegana, può essere protettiva nel portare a ridurre l’assunzione di farmaci, sia prevenendo lo sviluppo di fattori di rischio e/o malattie cardiovascolari, che aiutando a controllare tali condizioni” affermano gli autori dello studio.

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