Alimentazione “meat free”: il mercato delle salsicce vegetali raggiungerà i 6,3 miliardi di dollari entro il 2028

I consumatori scelgono sempre più proteine vegetali al posto di quelle animali; tra i driver di acquisto spicca la salute, ma anche le tematiche ambientali sono trainanti in questo contesto. Il mercato delle salsicce plant-based, già in crescita nel 2020, toccherà un valore di 6,3 miliardi di dollari entro il 2028.

Mentre negli ultimi mesi il mercato della carne ha subito una forte contrazione, lo stesso non si può dire per il settore delle salsicce vegetali, che sembra pronto a un’espansione senza precedenti. Secondo i dati diffusi nell’ultimo rapporto della piattaforma di ricerche di mercato Future Market Insights, i ricavi globali di questo mercato supereranno il miliardo di dollari entro la fine del 2021. Ma non è tutto, perché le previsioni stimano che il mercato delle salsicce a base vegetale toccherà un valore di 6,3 miliardi di dollari entro il 2028, con un tasso di crescita annuale del 26,8%.

Così come nel caso della carne vegetale, anche per le salsicce plant-based i driver di acquisto sono diversi, e il primo riguarda la tutela della salute, con la propensione da parte dei consumatori “salutisti” a scegliere le proteine vegetali al posto di quelle animali. Mentre dunque una fetta sempre più ampia di consumatori informati e consapevoli spostano i propri consumi verso le alternative vegetali, altri scelgono di diminuire il consumo di carne e derivati animali per la salvaguardia dell’ambiente, vista la connessione sempre più evidente tra cambiamenti climatici e il nostro sistema alimentare basato sul consumo di proteine animali. Per approfondire questo argomento: Meno carne e derivati animali per fermare la crisi climatica: lo dicono (ancora) gli esperti dell’Università di Oxford

Come spiegano gli esperti, la diminuzione del consumo di carne ha inevitabilmente portato a un calo della produzione, lasciando così spazio all’espansione del mercato delle salsicce a base vegetale. Un’espansione che secondo le previsioni riguarderà principalmente l’Europa, anche per via del numero crescente di consumatori attenti alla salute, che optano per un consumo di proteine vegetali. Parliamo del consumatore flexitarian, che pur non essendo né vegetariano o vegano, consuma solo sporadicamente carne e derivati, ma non bisogna dimenticare il numero crescente di vegetariani e vegani. Anche il Nord America, secondo le previsioni, vedrà un aumento considerevole del consumo di salsicce plant-based, superando il valore di mercato di 500 milioni di dollari nei prossimi due anni.

Covid-19, etichettatura e canali di vendita

Certamente la pandemia in atto ha contribuito a cambiare le abitudini di consumo della popolazione mondiale: come le sars, l’influenza aviaria, l’influenza suina o l’ebola, il Covid-19 è una zoonosi, derivante quindi da un contatto animale-uomo. Numerosi studi evidenziano un sentiment comune, che vede la paura di un numero crescente di malattie trasmesse da animali come uno dei fattori determinanti nel passaggio da parte dei consumatori alle alternative plant-based. Questo ha permesso a un numero importante di produttori di salsicce vegetali di guadagnare terreno, rispondendo alla domanda crescente di alimenti “meat free”. Basti pensare che, secondo il report, dall’inizio della pandemia oltre il 60% dei consumatori è passato al consumo di alimenti a base vegetale.

Parlando di salsicce vegetali non possiamo non fare riferimento alla decisione del Parlamento Europeo, che si è espresso lo scorso ottobre sulla questione del meat sounding: l’emendamento 165, attraverso il quale si volevano vietare, per i prodotti vegetali, denominazioni come burger, salsiccia, bistecca o scaloppina è stato respinto, 379 voti contro 284. È stata una battaglia mediatica molto agguerrita che ha visto da una parte l’unione delle forze di molte realtà del mondo “veg” internazionale, dall’altra, la reticenza del mondo della zootecnia. Un esito diverso di questa votazione, avrebbe probabilmente rappresentato un ostacolo al diffondersi di questa tipologia di prodotto. Per approfondire: Meat sounding: il Parlamento Europeo ha votato, burger e bistecche vegetali sono salvi

Per quanto riguarda i canali di vendita, è ormai l’online a rappresentare il punto di riferimento per un numero crescente di consumatori: complice la pandemia in atto ma anche una migliore “alfabetizzazione digitale”, la popolarità degli acquisti virtuali sta oscurando quella della GDO, espandendosi a quasi il 33% di CAGR fino al 2028. 

Insomma, la “rivoluzione vegetale” è ormai in atto, e molte aziende del calibro di Beyond Meat cavalcano l’onda di quello che è un cambiamento epocale – e assolutamente necessario – del nostro sistema alimentare.

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