allevamento bufale

Dietro il velo: la cruda verità dell’allevamento di bufale per la mozzarella

Una rivelazione sconvolgente sugli allevamenti di bufale in Italia mette in luce la sofferenza nascosta dietro un celebre prodotto caseario.

Allevamento di bufale: una sofferenza senza fine.

L’organizzazione Essere Animali ha condotto un’indagine sotto copertura che ha rivelato dettagli allarmanti su 12 allevamenti di bufale nella regione Campania, noti per la produzione della rinomata mozzarella di bufala. Questa inchiesta solleva interrogativi cruciali sul benessere animale e sulla trasparenza nel settore caseario.

Condizioni precarie e maltrattamenti

Nonostante l’immagine idilliaca spesso associata all’allevamento delle bufale, la realtà è drasticamente diversa. Gli animali sono tenuti in ambienti insalubri, privi di spazi aperti e confinati in strutture cementate, lontane dall’immagine bucolica spesso venduta ai consumatori. La negligenza e la cattiva gestione emergono come temi ricorrenti.

Pratiche controverse e crudeltà

Elementi particolarmente preoccupanti includono l’utilizzo di metodi di inseminazione artificiale per massimizzare la produzione di latte e l’impiego di trattamenti rudimentali per problemi di salute come i prolassi. Questi metodi non solo dimostrano una mancanza di attenzione veterinaria adeguata ma sottolineano anche l’inadeguatezza delle pratiche di allevamento.

La sofferenza ignorata

Nell’indagine emerge l’uso di ormoni come l’ossitocina per incrementare la produzione di latte, segno evidente di un ambiente stressante per gli animali. Oltre a ciò, vi è l’impiego di dispositivi anti-succhio, applicati per prevenire che le bufale succhino il latte dalle compagne. Questa pratica, che mira a massimizzare la produzione di latte per l’industria, si traduce in un dolore acuto per gli animali, dato che questi dispositivi, spesso non conformi alle norme, vengono applicati in zone sensibili come le narici. Queste misure riflettono una gestione animale problematica, dove la sofferenza viene sistematicamente ignorata o minimizzata.

Il triste destino dei bufalini

La realtà dei bufalini, in particolare, è straziante. Separati precocemente dalle madri, confinati in gabbie isolate, e trattati come meri sottoprodotti dell’industria casearia, la loro esistenza è segnata da trascuratezza e crudeltà. Il trattamento brutale dei cuccioli maschi, considerati non più che scarti, è un ulteriore colpo al cuore.

Un appello al cambiamento

Simone Montuschi, Presidente di Essere Animali, afferma:

“Questa è la nostra prima indagine negli allevamenti di bufale, ma purtroppo ciò che abbiamo visto assomiglia terribilmente a ciò che abbiamo documentato in quasi tutti gli allevamenti, da nord a sud”.

Questa indagine svela una realtà scomoda che sfida la percezione comune del settore caseario italiano. È un chiaro appello a una maggiore trasparenza, responsabilità, e soprattutto, a un urgente cambiamento necessario come non mai. Come consumatori è nostro dovere informarci e prendere decisioni consapevoli.

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