allevatori latte tombini

Negli USA si produce troppo latte e gli allevatori lo buttano nei tombini

La domanda cala, ma la produzione aumenta. La soluzione degli allevatori diventa quella di gettare il latte nei tombini, rendendo ancora più inaccettabile l'aberrazione della produzione negli allevamenti.

Negli Stati Uniti viene prodotto più latte di quello che viene richiesto e di quello che può essere lavorato, e per questo gli allevatori lo buttano nei tombini: siamo nell’Upper Midwest dove, secondo alcuni portavoce, il sistema di trattamento delle acque reflue di Milwaukee si è trovato a gestire grosse quantità di latte vaccino. Anche se non è stato possibile quantificarlo con esattezza, si parla di una quantità tale da poter riempire ogni giorno 50 rimorchi.

Secondo Bloomberg, sarebbe una situazione che va avanti da tempo, tanto che mesi fa sarebbero anche stati pubblicati sui social alcuni video (poi rimossi) che mostravano gli allevatori buttare ingenti quantità di latte nei campi.

In calo la domanda di latte, gli allevatori lo buttano

Posto che il Wisconsin è noto per essere lo Stato in cui si produce più formaggio negli USA – e che il 90% del latte viene impiegato proprio per produrlo – già da tempo si riscontrano alcuni problemi legati alla difficoltà degli impianti di trasformazione di gestire la produzione in aumento, anche perché la maggior parte dei produttori si affida a terzi. A questo si aggiunge che si è registrato nel tempo anche un forte calo della domanda di latte vaccino nella zona, che porta i produttori ad avere a che fare quotidianamente con grosse quantità eccedenti – si pensa che maggio sia stato finora il mese che ha visto un picco della produzione.

Un circolo vizioso, dunque, che porta non solo a un calo vertiginoso dei prezzi, ma anche a un vero e proprio spreco di quantità enormi di latte, che nessuno riesce a gestire. Ciò era già accaduto durante la pandemia, quando l’improvvisa chiusura di ristoranti e scuole ha interrotto l’equilibrio tra domanda e offerta, costringendo i produttori a disfarsi del latte in eccesso. Eppure, secondo le stime, la produzione continua ad aumentare, invece che diminuire.

La questione etica

A quanto sembra, la situazione che sta riguardando il Wisconsin non è isolata e, anzi, sarebbe piuttosto diffusa negli Stati Uniti; sempre più persone (soprattutto i giovani) scelgono le alternative vegetali per questioni etiche, di sostenibilità e di salute, ma l’industria non molla – e lo dimostrano le numerose campagne Got Milk che coinvolgono personaggi famosi, ultima in ordine di tempo Hailey Bieber – mentre lo Stato continua a finanziare il settore zootecnico.

Di fronte allo spreco di queste enormi quantità di latte vaccino, è impossibile trascurare la questione etica legata alla sua produzione: anche se gode di “ottima fama” – legata a un tipo di comunicazione che mistifica da sempre la realtà – la produzione di latte non è diversa da quella che avviene in qualsiasi altro allevamento. Sfruttamento, maltrattamenti e privazioni sono gli ingredienti di questo tipo di attività produttiva, che costringe milioni di animali a vivere (e fin troppo presto, morire) a servizio dell’essere umano.

Se questo è inaccettabile di per sé, lo diventa ancora di più nel momento in cui il latte viene buttato nelle fognature, rendendo l’aberrazione della produzione intensiva letteralmente fine a se stessa.

Leggi anche: Gli allevatori britannici si scatenano su TikTok per promuovere il consumo di latte e combattere la “disinformazione vegan”

Scegli i prodotti certificati VEGANOK e sostieni così la libera informazione!


Solo con la partecipazione di tutti potremo fare la differenza per la salvaguardia del pianeta.

Scarica gratuitamente il nostro magazine

Leggi altri articoli