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In Austria un’azienda trasforma la Co2 in proteine alternative sostenibili

Attraverso un processo di fermentazione, l'anidride carbonica si trasforma in proteine non solo sostenibili, ma anche "carbon negative", in grado di rappresentare la tecnologia alimentare necessaria per far fronte alla crisi climatica.

Si chiama Arkeon ed è una start-up austriaca che trasforma l’anidride carbonica in proteine sostenibili e carbon negative: un’idea a dir poco rivoluzionaria, che si propone di rappresentare una tecnologia chiave nella lotta alla crisi climatica e alla scarsità di risorse.

Grazie a oltre un decennio di studi alle spalle, l’azienda è in grado di catturare l’anidride carbonica dispersa nell’atmosfera e di trasformarla, attraverso un processo di fermentazione in un’unica fase che coinvolge microrganismi Archaea, in proteine completamente personalizzabili, vegan, cruelty-free e in grado di migliorare il profilo nutrizionale degli alimenti in cui sono impiegate. In particolare, la CO2 viene convertita in 20 aminoacidi proteinogenici, che a loro volta possono essere usati per produrre ingredienti proteici alternativi, pronti per l’impiego nell’industria alimentare.

Rispetto alla tradizionale produzione di proteine ​​in agricoltura, la nostra tecnologia richiede solo l’1% della superficie terrestre e lo 0,01% dell’acqua. – dichiara Gregor Tegl, co-fondatore e CEO di Arkeon – Per ogni chilogrammo di amminoacidi si consumano 1,5 kg di CO2: Arkeon rende così possibile la produzione di amminoacidi per la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare in futuro, indipendentemente dal clima e dai terreni agricoli che avremo a disposizione.

La start-up si rivolge a due mercati paralleli: da un lato quello degli alimenti a base vegetale, dall’altro il mercato globale degli alimenti funzionali, che comprende settori come la nutrizione per bambini, anziani e sportivi, entrambi in continua espansione. Anche se per adesso l’azienda è ancora agli esordi, gli obiettivi sono già ambiziosi e molto chiari:  “Speriamo che nel prossimo futuro, diciamo tra cinque anni, Arkeon abbia già un grande impatto positivo sul sistema alimentare globale, rendendolo più sostenibile – spiega Tegl. “Per allora vogliamo già essere in grado di produrre ingredienti su larga scala“. E questo, sottolinea l’azienda, significherebbe ottenere più prodotti, più velocemente e a un costo più basso, a beneficio di tutti.

Photo credits: arkeon.bio

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