Anna Spinato: ecco il Vino rosato spumante certificato VEGANOK

Molte referenze Anna Spinato sono certificate VEGANOK, come il Rosé Organic: un vino ottenuto da uve rosse da coltivazione biologica, OGM free e prodotto in Veneto. Ma cosa significa "vegano" in riferimento a un vino?

Anna Spinato è una storica azienda che fin dal 1952 produce vini tipici del territorio veneto come Valdobbiadene, Prosecco, Raboso e Malanotte, affiancandoli a vini da vitigni internazionali. L’azienda, a conduzione familiare, ha scelto il marchio di garanzia VEGANOK per molti dei suoi prodotti, come per il Rosè Organic, vino rosato spumante caratterizzato – come tutti i prodotti della linea ReWArt – da un packaging coloratissimo oltre che dalla totale assenza di derivati animali nel prodotto finito e nel packaging.

Parliamo di un vino ottenuto da uve rosse da coltivazione biologica, OGM free e prodotto in Veneto. Deve essere servito a una temperatura di 8/10° C e si adatta ad accompagnare piatti leggeri da aperitivo, ma dà il massimo con peperoni alla griglia e cipolle al forno.

La linea ReWArt – di cui fanno parte vini dal respiro internazionale – comprende altre referenze certificate VEGANOK:

  • il Prosecco DOC Organic;
  • il Moscato Sparkling Vegan;
  • il Cuvée Organic.

Vino vegan: di cosa si tratta?

Partiamo col dire che, tecnicamente, tutti i vini sono legittimamente definibili “vegan”. La definizione europea del significato di “vegano” è consultabile sul sito www.veganstandard.eu e fa riferimento esclusivamente agli ingredienti utilizzati. Certamente lo standard europeo si riferisce solo ai requisiti minimi necessari per poter legittimamente definire “vegano” un prodotto ma, da vegani, niente ci vieta di pretendere di più; anzi, è auspicabile avanzare ogni ulteriore richiesta che possa servire a sensibilizzare la società relativamente alle motivazioni di questa scelta etica.

Per il vino esistono attualmente diverse certificazioni: alcune fanno esplicito riferimento a precisi standard consultabili dai consumatori, altre – che lavorano in maniera forse un po’ meno trasparente – non rendono invece pubblici tali standard. A parte questo aspetto, tutte paiono conformi allo standard europeo aggiungendo però l’ulteriore aspetto di verifica sul tipo di chiarificazione utilizzata per diminuire l’intorpidimento proteico. Questo processo viene spesso effettuato utilizzando coadiuvanti tecnologici di origine animale come caseine, gelatine animali, sangue di bue e altre sostanze più specifiche certamente estranee a ciò che può essere realisticamente definito compatibile con la scelta vegan. Bisogna sottolineare che tali agenti chiarificanti non fanno parte degli ingredienti, ma sono invece definibili “coadiuvanti tecnologici” ed è per questo che tale procedura non esclude il vino dagli alimenti utilizzabili dai vegani.

Continua a leggere qui: Vino vegano: cosa significa? Facciamo chiarezza sull’argomento

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