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Buone notizie dall’Australia: 29 specie animali non sarebbero più a rischio estinzione

Secondo una recente ricerca svolta in Australia e pubblicata dalla rivista scientifica Biological Conservation, 29 specie animali sarebbero oggi fuori pericolo dal rischio estinzione. Bellissima notizia, ma non dobbiamo fermarci qui.

Una notizia che porta una ventata di ottimismo, quella che arriva dall’Australia: secondo una recente ricerca 29 specie animali diffuse sul territorio australiano sarebbero oggi fuori pericolo dal rischio estinzione. Lo studio si basa su dati raccolti nell’arco di 22 anni e certifica quella che, stando agli scienziati, è una ripresa di specie endemiche grazie alla gestione e alla riduzione dei rischi ambientali e delle minacce causate in larga parte dall’uomo.

Lo studio: in Australia 29 specie animali non sarebbero più a rischio

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Biological Conservation e, come precedentemente sottolineato, si basa sull’osservazione di 29 specie a rischio individuate dai ricercatori dal 2000 al 2022: grazie a una gestione costante delle minacce, gli scienziati sono riusciti a veder ripopolare queste specie e sconfiggere, di fatto, la minaccia dell’estinzione.

A minacciare le specie – la maggior parte di quali incluse nello studio rappresentate da mammiferi – sono stati predatori non endemici introdotti dall’uomo, perdita di habitat naturali, incendi che da anni devastano l’Australia e il climate change.

Le specie in ripresa

Come detto, ad essere potenzialmente fuori pericolo oggi si contano almeno 15 specie di mammiferi, otto uccelli, quattro specie di rane, una specie di pesce e una di rettile.

La loro ripresa è stata possibile grazie all’impegno dei ricercatori nel chiedere e ricevere finanziamenti e politiche di supporto, che hanno portato alla creazione di “safe zone” libere da predatori che minacciavano queste specie. Gli scienziati hanno anche spiegato perché il numero di specie “ripopolate” fosse in grande favore di mammiferi e uccelli: le risorse messe in campo e gli sforzi per salvarli sono state maggiori rispetto a quelle investite per salvare le specie ittiche, per esempio. Se a questo si aggiunge un degrado ancora maggiore dell’habitat naturale marino, ecco spiegato perché soltanto lo studio includa la ripresa soltanto di un tipo di pesce. Questo risulta essere già un forte campanello d’allarme, in uno studio che riporta comunque dati molto positivi.

Benissimo la ripresa di queste specie, ma il loro futuro benessere dipende anche dalla continua gestione di rischi e pericoli affinché nel giro di breve tempo questi animali non tornino ad essere minacciati. Inoltre, questo studio sottolinea nuovamente che a differenza di queste “specie” fortunate, la mano dell’uomo sta mettendo in serio pericolo un numero incalcolabile di altri animali distruggendo i loro habitat e impedendo, così, anche una possibile “rinascita”. Se vogliamo, possiamo aiutare gli animali a sconfiggere il rischio estinzione, ma serve più impegno e più attenzione verso ambiente e animali.

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