Biossido di titanio, E171: è pericoloso? Facciamo chiarezza

Il biossido di titanio è presente nelle creme solari, nelle caramelle, nei confetti e nelle decorazioni per alimenti. A seguito di un parere negativo dell'Anses (agenzia francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro) il governo francese ha deciso di mettere al bando l'E171 a partire dal 1 gennaio 2020. Qual è la situazione in merito a questo additivo?

Nelle ultime settimane sono apparsi sulle maggiori testate a carattere divulgativo, numerosi articoli riguardante l’additivo E171, Biossido di titanio, un pigmento usato per conferire un effetto opaco e un fondo di colore bianco, comunemente presente in caramelle, dolciumi, salse, ma anche cosmetici e farmaci.

L’attenzione è stata richiamata grazie alla decisione, da parte del governo francese, di mettere al bando questo additivo a partire dal 1 gennaio 2020. Decisivo per questo stop, il parere negativo diffuso dall’Anses, agenzia francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro, sulla base di studi tossicologici (25 studi pubblicati a partire dal 2017).

Urge sottolineare che il parere dell’ Anses e la decisione del governo Francese hanno carattere puramente precauzionale, in quanto i dati a disposizione non sono ancora conclusivi e non è stato ancora possibile individuare una diretta correlazione tra assunzione di E171 e danni per la salute.

Anche l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ha da poco pubblicato una nota in cui ribadisce che il processo di rivalutazione dei coloranti è ancora in corso e

“I dati tossicologici disponibili sul biossido di titanio non indicano effetti nocivi collegati alla sua assunzione per via orale. Se da un lato gli esperti del gruppo ANS non sono stati in grado di stabilire una DGA per il biossido di titanio a causa dei dati limitati, avvalendosi dell’approccio basato sul “margine di sicurezza” hanno tuttavia concluso che l’esposizione alla sostanza tramite la dieta non rappresenta un problema per la salute. Gli esperti hanno tuttavia sottolineato la necessità di nuove ricerche per colmare le lacune nei dati sui potenziali effetti del biossido di titanio sul sistema riproduttivo.”

Un spunto di riflessione molto importante lo offre un’indagine del magazine “Il Salvagente” che ha analizzato alcuni dolciumi contenuti questo additivo, reperibili nella grande distribuzione. Quello che è emerso è che i dolciumi in questione presentavano anche la forma nano e micronizzata dell’additivo, pur non dichiarandolo in etichetta. La preoccupazione sull’E71 quindi si deve sommare alle grosse lacune che ancora abbiamo sugli effetti delle nanoparticelle sul nostro organismo.

Di fatti, se gli studi tendono a propendere complessivamente sulla sicurezza di questo additivo, che dovrebbe risultare inerte e non assimilabile dal nostro apparato digestivo, non tengono conto della massiccia presenza di queste forme micronizzate che a ragione delle minuscole dimensioni, possono penetrare all’interno delle cellule fino a raggiungere il DNA.

Anche il Fatto Alimentare ha proposto il suo punto di vista, citando uno studio che ha evidenziato profondi mutamenti nel comportamento delle flora intestinale a seguito dell’assunzione di biossido di titanio in forma nano. In particolare è stato osservato un aumento della produzione di biofilm (uno strumento di “difesa” per la nostra flora batterica) e aumento dei marker di infiammazione intestinale.

Considerando che l’additivo in questione è l’ingrediente principale delle creme solari a base di filtri fisici (quindi destinate soprattutto ai bambini) e make up minerale, vorrei sottolineare che non sono stati evidenziati rischi per l’utilizzo topico, ma sono invece ben evidenti i rischi in caso di inalazione. Attenzione quindi alle forme spray e all’applicazione dei fondotinta minerali, che tendono ad essere particolarmente volatili.

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Creme solari: la guida definitiva per la protezione della pelle e del nostro pianeta

Sulla base di tutte queste evidenze il team Biodizionario ha deciso di “declassare” l’additivo E71 da un semaforo verde a un semaforo giallo, in attesa di ulteriori conferme.

Ciò che è certo è che non essendo una sostanza in alcun modo utile al nostro organismo, come del resto non lo sono gli alimenti che la contengono, un approccio riduzionistico precauzionale è di facile applicazione. Purtroppo potrebbero volerci ancora anni prima che si possa arrivare un giudizio definitivo e, come è successo per l’olio di palma, il buon senso deve precedere il parere univoco e incontrovertibile della scienza. Quello che dovremmo fare tutti è orientarci verso un’alimentazione basata su alimenti vegetali, integrali, non processati, minimizzando così l’esposizione a qualsiasi sostanza il cui effetto a lungo termine non sia ancora stato chiarito.

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