Birra: innovazione e nuove professionalità. Un settore che consolida il suo successo

+5% in 24 mesi gli addetti della industry. Una ricerca appena pubblicata dell’Osservatorio Birra rivela che il settore della birra offre opportunità uniche all’imprenditorialità (più di 870 birrifici nel Paese) e sostiene l’economia familiare, offrendo 2,47 miliardi di euro di stipendi. Lavorare nella birra, una promessa di stabilità (il 50% dei dipendenti ha più di 10 anni di anzianità) che piace ai giovani. Formazione, leva strategica per il successo, l’85% aziende filiera ne avverte il bisogno.

L’industria della birra va in controtendenza: dal 2015 al 2017 gli occupati sono aumentati di 4.400 unità (+5%). Più del doppio rispetto all’andamento medio nazionale (nello stesso arco di tempo, in Italia, l’occupazione è cresciuta, dati ISTAT, di circa il +2%).

Una ricerca dell’Osservatorio Birra dal titolo “ “Le (insospettabili) professioni della birra” scatta una fotografia incoraggiante di un settore percepito come tradizionale ma in realtà profondamente dinamico e innovativo, che cresce e fa crescere professionalmente le sue persone, offrendo opportunità di fare impresa. Il campione intervistato rappresenta quasi 7mila dipendenti di aziende distribuite lungo tutta la catena del valore: produttori di birra, operatori della fornitura di materie prime e di packaging, della logistica, della distribuzione all’ingrosso e al dettaglio e del
mercato della ristorazione e bar, ad offrire una prospettiva unica e dall’interno di questo settore.

Ciò che emerge è che il 50% delle persone sono assunte da più di 10 anni. E un altro 33% è in azienda da almeno 5 anni. Inoltre, dei 3,49 miliardi di euro di valore aggiunto creato dal comparto, il 71% (2,47 miliardi di euro) viene destinato alla remunerazione lorda dei lavoratori, sostenendo così l’economia familiare.

Sul fronte delle competenze richieste e necessarie per poter avere successo, secondo gli intervistati per trovare lavoro nel settore bisogna, prima di tutto, conoscere bene il prodotto (18%) e la industry (5%). Molto richieste anche qualità manageriali (11%) – e da imprenditore (8%) – e di formazione del personale (14%).

Fonte: Osservatorio Birra

L’Osservatorio Birra ha identificato una serie di profili professionali nuovi ed interessanti correlati al settore della birra.

  • Ecco 15 profili, spesso altamente specializzati, tra i più richiesti:
  • Mastro birraio
  • Tecnologo alimentare (della birra)
  • Ingegnere chimico alimentare
  • Responsabile laboratorio e controllo qualità
  • Responsabile sicurezza
  • Coordinatore sostenibilità
  • Automation specialist
  • Digital innovation manager
  • Commerce specialist
  • Tecnico grafica
  •  Brand ambassador
  • Beer specialist
  • Spillatore
  • Barman
  • Sommelier della birra

Quali i trend del settore per i prossimi anni?

Sono 3 i macro trend attesi (a 2-5 anni) che avranno un impatto diretto – secondo gli attori della filiera – sulla richiesta dei profili professionali: il 41% degli intervistati ha posto l’accento sulla sostenibilità, intesa come attenzione alla sostenibilità ambientale (16%), ideazione pack sostenibili (13%), implementazione materie prime locali (7%), gestione dei rifiuti e degli scarti (5%). Per un altro 32% lo sviluppo di nuovi gusti e segmenti nel mercato, come le birre speciali (14%), quelle artigianali (10%) e il trend healthy (8%). E completa il quadro di una filiera in fase di evoluzione strutturale quel 18% che guarda all’innovazione digitale, citando innovazione (10%), digitalizzazione (5%), e-commerce (3%).

Nonostante all’interno dello studio non venga fatto esplicito riferimento a categorie di birra particolari, ciò che come Osservatorio stiamo rilevando, è un crescente aumento anche delle aziende che vogliono proporre alla propria clientela una birra vegan o 100% vegetale.

COSA SIGNIFICA BIRRA VEGANA?

VEGANOK, come marchio di garanzia, ha gettato le basi per uno standard molto rigido a riguardo. Una birra è conforme allo standard solo in presenza di alcune caratteristiche. Eccone alcune più specifiche sul prodotto:

Consulta la versione integrale del Disciplinare VEGANOK

Per gli alcolici:

Non è consentito l’uso di prodotti di origine animale per la chiarificazione e stabilizzazione del prodotto come ad esempio albumina, caseine, colla di pesce, gelatine animali, ecc. L’indicazione in etichetta di possibili contaminazioni di allergeni di origine animale è conforme al disciplinare (si veda Allegato A).

Etichettatura: non è consentito l’uso di colle, inchiostri, lubrificanti di origine animale o qualsiasi altro materiale di origine animale per l’etichettatura e il confezionamento del prodotto

Sul prodotto non sono consentiti suggerimenti che contemplino sia in forma grafica, sia testuale, l’utilizzo di ingredienti o materiali di origine animale.

Molte sono le aziende che hanno scelto il marchio VEGANOK per le proprie birre. 

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