Boom di bevande vegetali: il latte d’avena è in crescita costante

Il vegetale piace sempre di più! Tra le bevande vegetali in escalation continua verso il successo, spiccano i dati relativi ai prodotti a base di avena. Secondo un recente studio condotto dall'Istituto di ricerca Future Market Insights, la domanda globale di bevande all'avena continuerà a crescere costantemente, con un tasso di crescita del mercato fino all'8,2% per il periodo 2018-2027. Sostenibilità e salute, i principali driver di spesa.

Sempre più numerosi, sono gli studi e i report internazionali che dimostrano e sanciscono il successo del “latte” vegetale. Secondo uno studio di Future Market Insights, la domanda globale di bevande all’avena continuerà a crescere costantemente, con un tasso di crescita del mercato fino all’8,2% per il periodo 2018-2027.

Le bevande dairy free stanno assistendo ad un vero e proprio consolidamento nel mercato europeo e americano: offrono una valida alternativa ai prodotti a base di latte. La coltivazione dell’avena richiede molti meno input, in particolare l’acqua, rispetto ad altri prodotti vegetali: per questo motivo  i produttori di bevande all’avena stanno promuovendo la sostenibilità della produzione come punto focale del loro marketing e delle loro strategie di vendita. Oltre al contenuto nutrizionale di altissimo valore, la consistenza più setosa e cremosa delle bevande all’avena sono fattori chiave di differenziazione dal resto delle altre alternative vegetali disponibili sul mercato.

Ciò che lo studio ha rilevato è  anche che uno dei driver di spesa più consolidati è quello della salute: per questo, il biomio avena-bio diventa sempre più forte.

La propensione dei consumatori a spendere di più per i prodotti biologici gioca un ruolo importante a favore delle bevande all’avena, determinando una prevista crescita delle bevande all’avena con certificazione bio dell’8,4% nel periodo di previsione. I consumatori associano le bevande di avena con certificazione bio alla naturalezza del prodotto. Le aziende offrono anche bevande all’avena aromatizzate per soddisfare preferenze di tutti quei consumatori che, pur volendo acquistare un prodotto sano e genuino, non vogliono rinunciare all’esperienza di gusto. Alcuni esempi di aromatizzazione:  cioccolato, vaniglia o frutta.

Sostenibilità: latte vaccino e bevande vegetali a confronto

La produzione di un bicchiere di latte vaccino produce quasi tre volte le emissioni di gas serra di qualsiasi latte non caseario, secondo uno studio recente dell’Università di Oxford dal titolo: “Reducing food’s environmental impacts through producers and consumers” 

Ecco la differenza:

Il grafico mostra la differenza tra latte vaccino, latte di riso, latte di soia, latte di avena e latte di mandorla in termini di impatto ambientale su tre parametri (colonne): emissioni, utilizzo di terra e utilizzo d’acqua. Produrre un bicchiere di latte vaccino ogni giorno per un anno richiede 650 metri quadrati di terreno, l’equivalente di due campi da tennis: 10 volte di più di quanto non ne richieda la produzione di latte d’avena, che risulta essere annoverato tra i meno impattanti in assoluto. Approfondisci qui: Impatto ambientale: qual è il latte vegetale migliore?

Milk sounding: possiamo chiamarlo “latte” di avena? O dobbiamo dire “bevanda vegetale”?

Ovviamente nel nostro linguaggio quotidiano, siamo liberi di utilizzare la parola “latte”: nessuno ci vieta di usarla e non rischiamo un uso scorretto della parola. La questione del milk sounding si riferisce a ciò che può essere scritto sul pack del prodotto: è una questione di etichettatura.

Ai sensi della normativa dell’UE, i nomi relativi ai prodotti lattiero-caseari, tra cui “latte“, “formaggio” e “burro“, possono essere utilizzati solo per fare riferimento a prodotti di derivazione animale con alcune eccezioni. Lo stabilisce una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. Questo vale “anche nel caso in cui tali denominazioni siano completate da indicazioni esplicative o descrittive che indicano l’origine vegetale del prodotto in questione”.

Consulta a questo link, il documento ufficiale.

Il regolamento (CE) n. 1234/2007 prescrive che le denominazioni del latte e dei prodotti lattiero-caseari siano riservate esclusivamente ai prodotti elencati nel relativo allegato XII, punto II:

La denominazione «latte» è riservata esclusivamente al prodotto della secrezione mammaria normale, ottenuto mediante una o più mungiture, senza alcuna aggiunta o sottrazione. Sono riservate unicamente ai prodotti lattiero-caseari
le seguenti denominazioni: siero di latte, crema di latte o panna, burro, latticello, butteroil, caseina, grasso del latte anidro (MGLA), formaggio, iogurt, kefir, kumiss. viili/fil, smetana, fil.

 

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