Brasile menu vegetale scuole

Brasile: menu “veg” nelle scuole, saranno serviti 10 milioni di pasti sostenibili all’anno

La nuova iniziativa, che prevede di servire a più di 170 mila studenti nella città di Salvador, è stata progettata a beneficio del pianeta e della salute degli studenti.

Svolta in chiave veg per i menu delle scuole municipali di Salvador, in Brasile: grazie a un accordo tra il comune della città e le associazioni Humane Society International e Mercy for Animals, oltre 170 mila studenti consumeranno pasti più ricchi di alimenti vegetali. L’accordo, che nasce all’interno del programma Sustainable Salvador, avrà un impatto significativo su oltre 10 milioni di pasti serviti nelle mense scolastiche ogni anno.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare i giovani sull’importanza di consumare cibi salutari e sostenibili, in particolare portando a tavola regolarmente grandi quantità di verdure, legumi, cereali e frutta. Le ricette sono state sviluppate in modo che la cultura e le tradizioni locali vengano rispettate, spesso anche rivisitando in chiave vegetale i piatti tipici. Il tutto, con il supporto di nutrizionisti, chef e professionisti dello sviluppo di menu, che forniranno alle istituzioni partecipanti una formazione adeguata sulla preparazione dei pasti plant-based.

Con questa iniziativa, saremo in grado di contribuire in modo significativo a un cambiamento nella cultura del cibo, oltre a influenzare un cambiamento individuale nei consumi per coloro che hanno il potere di scegliere il loro cibo“, dichiara Alice Martins, manager delle politiche alimentari presso Conscious Food Brazil.

Menu plant-based nelle mense pubbliche: a che punto siamo?

La scelta di servire più piatti a base vegetale nelle mense pubbliche ha un forte impatto: non solo sottolinea l’importanza di ridurre sensibilmente il consumo di carne e derivati animali per la salute, ma consentirebbe anche di risparmiare notevolmente sull’impatto ambientale legato all’alimentazione nei luoghi pubblici.

Oltreoceano, l’iniziativa “Lunedì senza carne” (meglio noti come Meatless Mondays) coinvolge ormai da tempo le scuole e gli studenti di diverse località: New York, con il suo sindaco Eric Adams e il progetto Vegan Fridays, è forse l’emblema della volontà di ridurre il consumo di carne a livello pubblico negli USA. Anche in Europa, tanti Paesi hanno introdotto nelle mense pubbliche opzioni vegan – non solo nelle scuole, ma anche in ospedali e uffici pubblici – ed Helsinki, dal 1 gennaio di quest’anno, ha reso gli eventi pubblici meat-free, in nome della sostenibilità. La capitale finlandese ha scelto di non servire più piatti a base di carne durante seminari, congressi o altre iniziative pubbliche, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale dei consumi alimentari. Al loro posto, piatti a base vegetale preparati con ingredienti di stagione.

Gli esempi sono tanti e quello che è certo è che le iniziative – seppure ancora troppo poche e sporadiche – non mancano. Anche in Italia la sensibilità sull’argomento è aumentata, ma il nostro Paese risulta tristemente indietro rispetto al resto d’Europa. Di opzioni vegan e vegetariane, specialmente nelle scuole, si parla ormai da anni ma solo nel 2018 è stato compiuto un passo avanti concreto, con la proposta di un disegno di legge (entrato in vigore nel 2020) che preveda multe salate per le mense che non offrano l’alternativa vegetale nei menu. Questa soluzione nasceva dall’esigenza di garantire a tutti, compresi vegani e vegetariani, gli stessi diritti alimentari.

Insieme a questa soluzione, inoltre, è stata data la possibilità ai genitori di richiedere nelle scuole – pubbliche e private-  menu alternativi plant-based senza bisogno di presentare il certificato medico. Ad oggi è difficile stabilire con certezza quante scuole, comuni e regioni stiano attuando queste norme, né tantomeno capire quanto del personale coinvolto sia sensibile e preparato su questo cambiamento. Quello che è certo, però, è che anche in Italia le esigenze etiche legate al cibo, seppure lentamente, stanno finalmente emergendo.

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