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“Più di 322mila animali uccisi mentre leggi questo messaggio”: la potente campagna nella metro di Londra

Un parallelo brutale e semplicissimo quello che Vegan Friendly UK ha usato per una campagna apparsa nella metro di Londra.

322.860 animali sono morti per il consumo umano nel tempo che hai impiegato a leggere questo messaggio”. È con questo parallelismo brutale e semplicissimo che Vegan Friendly UK, organizzazione pro-scelta vegan e benessere animale, ha voluto lanciare una campagna di sicuro effetto nella metro di Londra, in una delle sue stazioni più trafficate, per mostrare tutto il taciuto dell’industria e del consumo di carne.

Il numero di persone che potrebbero vedere questo manifesto è davvero da capogiro.

La campagna Vegan Friendly a Oxford Circus, una delle stazioni più trafficate della metro di Londra

Il poster, affisso di fronte alla banchina della stazione di Oxford Circus della capitale britannica, invita i pendolari londinesi a riflettere su quel numero incredibilmente alto, messo in risalto con il grassetto, di animali che negli otto secondi che servono per leggerlo muoiono per finire sulle nostre tavole.

Un espediente di sicuro effetto, che espone alle persone il taciuto dell’industria della carne, ossia tutto ciò che avviene prima della spesa al supermercato o dal macellaio, tutto l’orrore che porta un animale ad essere bistecca, salsiccia, hamburger. E se si pensa che circa l’85% degli animali terrestri cresce in allevamento, è evidente l’urgenza di mettere fine al più presto allo sfruttamento animale per consumo umano.

La scelta di Vegan Friendly UK di esporre il manifesto della campagna a Oxford Circus non è causale, dato che si stima che per tutta la durata dell’affissione il messaggio sarà visto da circa 2,5 milioni di londinesi e turisti.

L’obiettivo della campagna

Come comunicato alla testata Plant Based News da Noga Bronsky, CEO di Vegan Friendly UK, l’obiettivo della campagna è molto semplice: “Aprire gli occhi alle persone sulla realtà scioccante che gli animali affrontano ogni secondo, a causa delle nostre scelte alimentari”.

“All’interno della comunità vegana, questi numeri sono abbastanza noti, ma la maggior parte delle persone là fuori non è realmente consapevole di questa spaventosa scala di ferite e dolori che causiamo”, ha continuato Bronsky. “Abbiamo scelto di utilizzare le foto di maiali per mettere in relazione i volti reali dietro quel numero inconcepibile, aiutando le persone a vedere che si tratta di esseri viventi reali che stanno uccidendo”. E per ora la campagna sta ottenendo l’effetto desiderato: “Migliaia di persone ci hanno contattato tramite commenti, messaggi diretti e persino di persona – vegan e non – ringraziandoci per aver dato una voce agli animali o dicendoci che non si erano mai resi conto che questa fosse la realtà dell’industria della carne. Molti ci hanno detto di voler metter in discussione le proprie scelte alimentari“.

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