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UK, campagna animalista: “Nei macelli ogni 30 minuti perse più vite che in 6 anni di guerra”

Una nuova campagna animalista per le strade del Regno Unito sta facendo discutere, confrontando le vittime dei macelli al numero delle morti nella Seconda Guerra Mondiale: è opera dell'associazione Gen V.

Una campagna animalista provocatoria ma quanto mai reale è apparsa in questi giorni nelle strade delle città del Regno Unito, Londra compresa, spesso teatro di una comunicazione incentrata al cambiamento in favore dei diritti animali: opera dell’associazione Generation Vegan (GenV, precedentemente nota come Million Dollar Vegan), i cartelloni mettono a confronto i numeri degli animali uccisi ogni anno per l’industria alimentare con le vite perse durante la seconda guerra mondiale.

Ogni 30 minuti, prendiamo tante vite quante ne ha uccise la Seconda Guerra Mondiale in 6 anni. Quale fra le due cose ti fa arrabbiare?” si legge, mentre nella parte inferiore si fa riferimento al numero aberrante di animali – 70 miliardi, solo terrestri – che vengono uccisi ogni anno a scopo alimentare.

Un’esortazione a prendere coscienza della realtà del nostro sistema alimentare, in un’ottica antispecista nella quale ogni vita ha lo stesso valore, a prescindere dal fatto che sia umana o meno. Naturalmente, l’idea di fondo di questa campagna è di creare un messaggio provocatorio, che in qualche caso possa anche far storcere il naso, instillando al contempo la scintilla di una riflessione urgente e necessaria.

La campagna, che sarà attiva nelle diverse città fino alla fine del mese, fa parte del più ampio lavoro di divulgazione della stessa associazione che lo scorso gennaio ha chiesto a gran voce al primo ministro britannico Rishi Sunak di diventare vegan almeno per un mese “per il bene degli animali, il pianeta, i luoghi selvaggi, la nostra salute, i nostri agricoltori e il nostro futuro“. La ricompensa? Un milione di sterline da donare all’ente di beneficenza di sua scelta.

“La Generazione Vegana è sempre alla ricerca di modi creativi per evidenziare quanta devastazione causa l’industria dell’allevamento animale, sia che si tratti dell’ambiente, delle persone o, in questo caso, degli animali – ha affermato in una nota il CEO della Gen V, Naomi Hallum – Riconosciamo che questo cartellone pubblicitario contenga una dichiarazione audace e provocatoria, eppure è la pura verità”.

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