carne coltivata

Entro il 2025 in Canada aprirà la prima macelleria di carne coltivata al mondo

A Vancouver l'azienda The Better Butchers punta ad aprire la prima macelleria con sola carne coltivata, per cui attende le autorizzazioni dal governo canadese. L'Italia resta a guardare e continua a difendere prodotti e abitudini di consumo anacronistiche.

Se l’Italia continua a fare muro nei confronti di prodotti plant-based e di innovazioni che, seppur non vegane, possono davvero fare la differenza in termini etici e sostenibili – come la carne coltivata, di cui abbiamo parlato spesso – in Canada entro i prossimi due anni aprirà la prima macelleria al mondo che venderà solo ed esclusivamente carne made in lab, ossia quello che in tantissimi vedono come il cibo del futuro, risolvendo moltissimi dei problemi ambientali e anche gran parte di quelli etici legati al consumo di prodotti di origine animale.

La macelleria di carne coltivata aprirà entro il 2025 a Vancouver

L’idea di aprire un negozio al dettaglio specializzato soltanto in carne coltivata arriva dall’azienda produttrice The Better Butchers, che entro il 2025 vorrebbe dar vita ad un primo punto vendita nella città canadese di Vancouver. Un progetto ambizioso e che è ancora nelle prime fasi di sviluppo, per cui si attendono ancora autorizzazioni da parte del Governo di Ottawa entro i prossimi 12 mesi. C’è ottimismo infatti che l’idea prenda effettivamente corpo, visto che a differenza dell’Italia all’estero c’è grande interesse verso questo prodotto e i suoi innegabili benefici sotto differenti aspetti.

In attesa delle autorizzazioni del governo canadese, i ricercatori di The Better Butchers stanno perfezionando i loro prodotti così da poter proporre ai clienti di Vancouver, sin dal primo giorno, polpette, salsicce e bistecche al momento in fase di prototipo.

Perché dovremmo prendere esempio dal Canada

The Better Butchers intende aprire dapprima un negozio fisico per coinvolgere sempre più consumatori non ancora disposti a rinunciare al consumo di carne a valutare un’alternativa sicuramente meno impattante e più etica di quella prodotta “tradizionalmente”. A tendere, l’azienda punta anche a inserirsi nella grade distribuzione e nella ristorazione, con l’obiettivo di sostituire sempre più la carne animale e tutte le sofferenze legate alla sua produzione.

Possibile poi che The Better Butchers trovi terreno fertile per espandersi anche negli Stati Uniti, anch’essi aperti a sperimentare e finanziare progetti legati alla carne coltivata. Ecco, ci sentiamo di dire che specialmente in Italia e dopo un’estate rovente e con fenomeni estremi, dovremmo davvero prendere esempio da governi esteri che non rimangono attaccati a tradizioni anacronistiche per difendere prodotti che, volenti o nolenti, non potremo incensare ancora a lungo. La carne coltivata, pur non essendo un prodotto vegan di per sé, è un utile passo avanti verso la creazione di un mondo più etico e sostenibile. Oltretutto le proiezioni di mercato vedono questo prodotto in fase di boom nei prossimi anni, con il mercato della carne coltivata a superare i 200 milioni di dollari di valore solo entro il 2025. Entro il 2031, invece, la carne coltivata avrà un giro d’affari di 600 milioni, triplicando il proprio valore in appena 7 anni: eppure no, in Italia abbiamo scelto ancora una volta di volgere lo sguardo all’indietro e salvaguardare eccellenze che, come dimostrano diverse inchieste, eccellenze poi non sono così tanto.

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