Capitan Findus diventa vegan, arriva l’alternativa vegetale ai bastoncini di pesce

Dopo Nestlé, anche Findus approda nel mercato del "fake fish", reinterpretando in chiave vegan i famosi bastoncini di merluzzo impanati: l'azienda svedese risponde alle richieste di un mercato che sceglie sempre più alimenti sostenibili ed etici.

Gli iconici bastoncini di pesce del Capitan Findus diventano vegan: anche la storica azienda svedese dei surgelati segue le tendenze di mercato, proponendo un’alternativa 100% vegetale ai classici bastoncini di merluzzo. Il prodotto fa parte della linea Green Cusine – creata lo scorso anno per rispondere alla richiesta di alimenti più sostenibili – e promette di riprodurre fedelmente l’aspetto e il sapore dei bastoncini di pesce, ma partendo da una base di fiocchi di riso.

Con questa mossa, Findus si posiziona abilmente all’interno del mercato del pesce vegetale, che vede piccole start up ma anche grandi multinazionali impegnate nella creazione di alternative vegetali ai prodotti ittici. Un trend in fortissima espansione, che secondo il Good Food Institute (GFI), oggi ha un valore di circa 10 milioni di dollari all’anno negli Stati Uniti. Una sciocchezza, se paragonato al miliardo di dollari per le altre alternative plant-based, ma con garanzie di enorme espansione: l’innovazione vegetale è sicuramente gradita a vegetariani e vegani, ma vede nel consumatore flexitarian – che consuma sporadicamente alimenti di origine animale – il suo vero, enorme target di riferimento.

Non a caso, sono sempre di più le grandi aziende che puntano a proporre alternative vegetali alle proteine animali: tra queste anche Nestlè, che ha da poco ampliato l’offerta di prodotti vegetali puntando su uova e gamberetti vegan. Dopo il tonno vegano, ha lanciato sul mercato Garden Gourmet Vrimp: a base di alghe, piselli e radice di konjac, viene presentato come un prodotto vegetale identico ai gamberi per sapore e consistenza.

Anche se questo mercato sta crescendo più lentamente rispetto a quello della carne vegetale – a causa probabilmente della maggiore difficoltà di replicare gusto e consistenza dei prodotti ittici – gli esperti non hanno dubbi: il “pesce” vegetale sarà sicuramente la prossima tendenza nel mercato delle proteine plant-based.

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