Carne deforestazione

L’industria della carne sta distruggendo la Foresta Amazzonica

L'obiettivo è creare nuovi terreni coltivabili e produrre così più soia, che non viene destinata alle persone, ma agli animali in allevamento.

Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Environmental Research Letters ha sottolineato che – nonostante gli impegni sottoscritti negli ultimi 20 anni – quasi tutte le aziende che producono carne stanno ancora deforestando a un ritmo insostenibile l’Amazzonia. Il tutto, per creare nuovi terreni coltivabili e produrre così più soia (che no, non viene coltivata per sfamare le persone, ma gli animali in allevamento). Insomma, gli impegni di deforestazione zero (ZDP) – che vieterebbero l’approvvigionamento di semi di soia in terreni deforestati dal 2006 – sono stati inefficaci.

In particolare, la ricerca condotta da studiosi dell’Università di Cambridge, Boston University, ETH Zurigo e New York University ha rilevato che le 94 aziende che fino al 2021 hanno sottoscritto la ZDP non hanno mai implementato le misure necessarie ad evitare un disastro ambientale in modo efficace. Stando alle rilevazioni, la deforestazione è diminuita solo dell’1,6% – per un’area che equivale più o meno alla nostra Valle D’Aosta – non abbastanza per invertire il trend. Dopo i combustibili fossili, ricordano gli studiosi, la deforestazione è il secondo maggior contributore di emissioni di gas serra: limitare questa attività è imperativo per salvare noi stessi e il Pianeta.

Carne deforestazione

“Gli impegni per la deforestazione zero sono un ottimo primo passo, ma devono essere attuati per avere un effetto sulle foreste e in questo momento sono principalmente le aziende più grandi ad avere le risorse per farlo”, spiega la professoressa Rachael Garrett, docente presso l’Università di Cambridge Conservation Research Institute. Se i commercianti di soia mettessero in pratica i loro impegni globali per la produzione a deforestazione zero, i livelli di disboscamento in Brasile potrebbero essere ridotti del 40%“, ha affermato Garrett. I ricercatori stimano inoltre che 4.800 km2 di foreste vengono disboscati ogni anno per soddisfare la crescente domanda di soia per alimentare gli animali.

Questo perché oltre il 77% della soia è coltivata come mangime per mucche, maiali, polli e pesci che vengono allevati per la carne o sfruttati per latticini e uova. Le stesse aziende che si sono impegnate per ridurre la deforestazione, sostiene lo studio, sono le stesse che continuano ad appiccare incendi in Amazzonia per liberarsi degli alberi e avere terreni coltivabili a danno di habitat incontaminati. Noi, nel nostro piccolo, possiamo dire basta al consumo di carne per non contribuire ad attività non etiche che distruggono il Pianeta in nome del mero profitto.

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