Carne e intossicazione alimentare: il caso della mensa scolastica di Pescara.

Intossicazione da batterio Campylobacter per 180 bambini e personale scolastico. Quali sono gli sviluppi della vicenda e quali considerazioni sulla somministrazione massiva delle carni nelle mense scolastiche delle scuole di tutta Italia?

Sono 180 gli studenti e i professori di numerosi istituti di Pescara vittime, la scorsa settimana, di una intossicazione alimentare causata dalla presenza di un batterio: dopo aver escluso le ipotesi di virus e di salmonella, le analisi di laboratorio hanno portato al batterio Campylobacter. Si tratta di uno dei batteri più diffusi al mondo e la sua trasmissione nell’uomo – spiegano i medici – è dovuta a cibi contaminati: in particolare, carni crude non trattate o poco cotte, soprattutto se di pollo. Il batterio in genere si trova negli apparati gastroenterici di polli, anatre, oche, e conigli allevati e anche in quelli selvatici (piccioni, fagiani, gabbiani). La sua diffusione è molto rapida: la Fsa (Food Standards Agency) britannica, tracciando delle linee guide, sconsiglia ad esempio di lavare il pollo sotto l’acqua perché, in caso di carne contaminata, i soli schizzi di acqua, potrebbero diffondere velocemente il campylobacter aumentando il rischio di contaminazione crociata ( fonte www.food.gov.uk/safety-hygiene/campylobacter)

La campylobatteriosi è una delle malattie batteriche gastrointestinali più diffuse al mondo e il suo tasso di incidenza ha superato in alcuni Paesi europei quello relativo alle salmonellosi non tifoidee. La maggior parte delle persone che si ammalano da campylobacter guariscono completamente e rapidamente: i bambini sotto i cinque anni e le persone anziane sono più a rischio perché potrebbero avere un sistema immunitario più debole. I sintomi variano e consistono in diarrea, dolori addominali, febbre, mal di testa, nausea e vomito in un lasso di tempo che va da da uno a sette giorni. La sua diffusione negli ultimi 10 anni ha registrato un incremento e rappresenta un problema inerente alla salute pubblica da non sottovalutare specialmente nell’ambito del dibattito sulla antibiotico-resistenza: secondo l’ultimo rapporto sulla resistenza agli antimicrobici nei batteri (Amr) a cura dell’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) oltre il 10% dei batteri di campylobacter coli riscontrati negli esseri umani mostravano resistenza a due antimicrobici (fluorochinoloni e macrolidi), che vengono impiegati per curare infezioni gravi da campylobacter nell’uomo (www.efsa.europa.eu/it/press/news/170222).

Quali sono gli sviluppi della vicenda nel capoluogo abruzzese?

Il 7 giugno 2018 la Procura di Pescara ha disposto il sequestro di tutti i centri cottura che servono le mense scolastiche cittadine. Gli indagati sono 4, tra cui la presidente di CirFood che gestisce il servizio mense scolastiche con BioRistoro Italia. I reati ipotizzati sono adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive e lesioni colpose.

La Cir Food si è difesa ponendo l’accento sulla possibile contaminazione delle acque del rubinetto delle scuole e ritenendo dunque che l’intossicazione non abbia avuto origine dal consumo delle carni somministrate in mensa: affermazioni che non hanno trovato alcun riscontro. Ad oggi il servizio di mensa è temporaneamente sospeso e non sarà possibile portare il cibo da casa in quanto non vi sono spazi idonei e alternativi che garantiscano le prescrizioni richieste dal Miur per il consumo e la conservazione del cibo, “considerato che i luoghi destinati a refezione e mensa al momento risultano interdetti a causa degli accertamenti giudiziari in corso”. È quanto è stato deciso nella riunione tenutasi l’8 Giugno 2018 dall’Amministrazione comunale con i dirigenti degli Istituti Comprensivi, convocata per definire le modalità attraverso cui portare avanti, fino al 30 giugno, le attività scolastiche nelle scuole materne.

Il rischio microbiologico legato al consumo di carne è sempre alto: i rischi sono molteplici in tutta la filiera. Perché non prendere spunto da vicende come queste per pensare a dei miglioramenti nei menù delle mense scolastiche sottraendo spazio alla carne e prediligendo prodotti vegetali che hanno meno rischi in tema di sicurezza alimentare?

FoodInsider, un isituto di ricerca non istituzionale sulle mense scolastiche, ha stilato una classifica per l’anno scolstico 2017/2018 sui comuni virtuosi in merito alla salubrità dei menù proposti nei comuni di tutta Italia. Ciò che emerge è che il consumo di carni rosse in linea di massima è dominante a dispetto di quanto indicato nelle Raccomandazioni dell’OMS.

Fonte: sito web ufficiale FoodInsider

Nella classifica dei menù invernali delle scuole primarie di 51 comuni, dal Nord al Sud Italia, Cremona si piazza al primo posto con il menù considerato più equilibrato e appetibile, ad Asti e Civitanova Marche la maglia nera per l’abbondanza di carni rosse e salumi e per una ridotta proposta di legumi; in mezzo ci sono tante buone pratiche, dalla trasparenza del menu di Bolzano alla sostenibilità di Trento, fino alla rivoluzione di Sesto Fiorentino che è passato da “mensa industriale” a “mensa del territorio” puntando sulla “filiera corta.

Diminuire la carne per diminuire i rischi connessi al consumo e per la salute dei bambini in linea con le Raccomandazioni dell’OMS e il Codice Europeo contro il Cancro“: è quanto aveva dichiarato il Dott. Franco Berrino (medico ed epidemiologo italiano) nel’ambito di una inchiesta di Report sulla qualità dei menù delle mense scolastiche e aveva aggiunto: “l’errore principale delle linee guida ministeriali è l’eccesso di proteine animali“.

Riportiamo a questo link, l’inchiesta di Report. Al minuto 11:08, segnaliamo l’approfondimento di Sabina Bietolini Biologa Nutrizionista membro del Comitato Scientifico di AssoVegan – Associazione Vegani Italiani Onlus, in merito ai vantaggi di menù completi, equilibrati e sopratutto plant based.

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