carne vegan 2040

La carne nel 2040? Per il 60% non sarà di origine animale, lo afferma una nuova ricerca

Stando ad un nuovo rapporto il futuro della nostra alimentazione sarà sempre più a trazione plant-based: entro il 2040 la carne coltivata e quella vegan faranno parte della nostra dieta molto più della carne animale. Siamo alle porte di una rivoluzione etica senza precedenti?

Stando ad un nuovo rapporto di GovGrant, società britannica che si occupa di innovazione e finanziamenti, non c’è dubbio: il futuro della nostra alimentazione sarà sempre più a trazione plant-based ed entro i prossimi 17 anni, quindi per il 2040, il 60% della carne che verrà acquistata e consumata non sarà più animale, ma vegan o lab-made. Un dato che sarebbe da salutare come una vera svolta etica e sostenibile per l’intera alimentazione globale.

La carne del 2040: vegan o lab-made per la maggiore

Andando più nello specifico, GovGrant stabilisce che il consumo della carne mondiale sarà potenzialmente molto differente rispetto a quello attuale, con il 35% del consumo globale a esser soddisfatto dalla carne coltivata e il 25% da quella vegana. Insomma, la carne animale diventerà un prodotto di minoranza rispetto ad alternative più etiche e sostenibili.

“Poiché esiste già oggi una così grande domanda potenziale di carne coltivata in laboratorio”, spiega Adam Simmonds, ricercatore associato presso GovGrant, “questo non potrà far altro che spronare moltissime altre aziende a innovare ulteriormente e perfezionare o creare nuovi prodotti“. Per questo GovGrant sostiene che le aziende siano in procinto di compiere enormi progressi tecnologici nella produzione di alternative alla carne animale: un balzo in avanti che si accompagnerà verosimilmente con uno shift di pensiero da parte della popolazione mondiale, che negli anni diventerà sempre più aperta e abituata a mangiare prodotti che non prevedano – o solo in minima parte, perché la carne coltivata non si può considerare davvero vegan – sfruttamento e morte animale.

Carne coltivata e plant-based: un settore sull’orlo di un ulteriore boom?

Il fatto che la consapevolezza delle persone stia cambiando e sempre più cerchino di compiere scelte d’acquisto sostenibili e più etiche, porterà ad una concorrenza da parte di sempre più aziende interessate a investire e produrre prodotti in linea con le intenzioni di consumo delle persone.

“Questa potrebbe diventare un’interessante opportunità di sviluppo per Paesi tecnologicamente avanzati come gli Stati Uniti, perché non molte nazioni hanno già le competenze per produrre alternative alla carne. Ci sarà sicuramente un aumento del numero di produttori, che vorranno sfruttare appieno l’imminente boom della domanda”. E gli USA sembrano aver già un certo vantaggio rispetto ad altri Paesi, visto che secondo GovGrant sono attualmente responsabili di oltre il 60% degli investimenti globali nella carne coltivata, più di tutti gli altri paesi messi insieme, e nel frattempo hanno superato la soglia del miliardo di dollari in investimenti in questo settore.

Insomma, sembrano esserci i presupposti per una vera e propria rivoluzione in ambito alimentare che – se guardiamo al lasso di tempo di cui tiene conto GovGrant per il suo rapporto – pare esser già iniziata. I prossimi anni potrebbero rappresentare un momento storico per la nostra civiltà, con la possibilità di muovere enormi passi in avanti per costruire società e abitudini che si possano davvero dire moderne, etiche, più sostenibili.

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