Carne vegetale e animale nello stesso reparto: una strategia che incentiva l’acquisto di prodotti plant-based

Un esperimento è stato condotto in 60 punti vendita Kroger, il più grande rivenditore di alimentari negli USA, in collaborazione con la Plant Based Foods Association (PBFA), che rappresenta l'industria alimentare a base vegetale: i risultati dimostrano come le vendite aumentino se la "carne" vegan è collocata vicino a quella animale e come i consumatori si rendano conto più facilmente delle alternative disponibili.

Le vendite delle alternative vegetali alla carne sono aumentate in media del 23% nel periodo in cui queste sono state collocate nel reparto macelleria dei supermercati: questo è quanto emerge da uno studio innovativo messo a punto negli Stati Uniti da Kroger – il principale rivenditore di generi alimentari negli USA – insieme alla Plant Based Foods Association (PBFA), associazione commerciale d’oltreoceano che rappresenta l’industria alimentare a base vegetale, con 170 aziende associate.

L’esperimento è stato condotto per 12 settimane, da dicembre 2019 a febbraio di quest’anno, posizionando le alternative plant-based alla carne su tre stand all’interno del reparto carne; il tutto, in 60 supermercati del marchio Kroger distribuiti tra Colorado, Indiana e Illinois. Tra i prodotti coinvolti nell’esperimento non solo hamburger e salsicce a marchio Beyond Meat e Impossible Foods, ma anche alimenti di gastronomia a base vegetale, arrosti, seitan e jackfruit. I risultati dimostrano che nella regione del Midwest, dove è in crescita il numero di consumatori flexitariani – che riducono sensibilmente il proprio consumo di carne pur non essendo né vegetariani né vegani – le vendite di carne plant-based sono aumentate del 32% durante il periodo di prova. Nell’area di Denver, che aveva già un’alta concentrazione di consumatori di alternative di origine vegetale, il test ha mostrato comunque risultati interessanti, con un incremento delle vendite di “carne” vegetale del 13%.

Quello che è emerso dai sondaggi correlati a questo studio, è che i clienti hanno trovato la “carne vegetale” proprio laddove si aspettavano di trovarla, ovvero nel reparto carne; in più, la scelta è stata accolta favorevolmente dalla clientela, che si è tendenzialmente dichiarata colpita dalla quantità di referenze plant-based disponibili. I clienti hanno inoltre sottolineato come, in questa modalità, fosse più facile acquistare le alternative vegetali alla carne rispetto al solito (quando tendenzialmente si trovano in un reparto separato e apposito, ndr).

Questo test fornisce un’ulteriore prova del fatto che le carni di origine vegetale sono passate dalla nicchia al mainstream. I nostri supermercati continuano a registrare una crescita a doppia cifra nelle vendite di questi prodotti, e questo test dimostra la fattibilità di spostare le alternative plant-based per raggiungere un numero ancora maggiore di clienti. Ringraziamo la Plant Based Foods Association per aver collaborato con noi a questo perspicace progetto di ricerca sul merchandising“.

Sean Brislin, merchandising director presso Kroger

“Carne” plant-based: è boom di richieste

I risultati di questo breve test risultano in linea con quella che è ormai una tendenza in atto da diverso tempo: i consumatori scelgono sempre di più e con sempre maggiore frequenza le alternative plant-based ai prodotti di origine animale, sia per motivazioni etiche sia perché sono percepite come alternative più salutari rispetto alla controparte animale. In più, la pandemia da Covid-19 ha consolidato questa tendenza, accelerando lo shift verso le alternative vegetali. Il motivo è legato sia al timore di una connessione tra consumo di carne e Coronavirus, sia a una maggiore consapevolezza in generale rispetto alle abitudini di consumo e all’importanza di un cambiamento nel mercato alimentare globale.

Anche i dati forniti da Kroger proprio in occasione di questo test confermano questa propensione: da marzo a giugno 2020 sono aumentati di oltre il 50% i clienti che acquistano alternative plant-based alla carne, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Inoltre, risulta che i clienti abbiano fatto questo tipo di acquisti più spesso e in quantità maggiori rispetto a prima, il che ha portato a una crescita delle vendite di oltre il 75% durante il periodo di riferimento.

Dal momento che le vendite di “carne vegetale” continuano a crescere, con vendite che aumentano ancora più rapidamente rispetto ai livelli pre-pandemici – ha dichiarato Michele Simon, direttore esecutivo della Plant Based Foods Association – questa ricerca evidenzia come sia ancora più importante per i rivenditori collocare la “carne” vegetale nel reparto carni, se vogliono massimizzare le vendite raggiungendo più consumatori possibili”.

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Crediti foto: Plant Based Foods Association (PBFA)

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