claim cosmetici

Cosa significano davvero le affermazioni sui cosmetici?

Cosa garantiscono i claim sulle etichette dei cosmetici? Si tratta di informazioni rilevanti o di una strategia di marketing? Ecco quello che c'è da sapere su tre delle più diffuse.

Sono diversi i claim che si trovano sulle etichette dei cosmetici che, pur sembrando autorevoli e attendibili, spesso sono puramente figli di strategie di marketing per far apparire un prodotto più appetibile e “sostenibile”, e che nulla hanno a che fare con marchi, certificazioni vegan o cruelty free.

Alcune diciture sono studiate per evidenziare la qualità dei prodotti, soprattutto indicando l’attenzione da parte dell’azienda madre nella produzione di un determinato cosmetico, per la sicurezza dei consumatori. Tali diciture, non sono però normate da procedure specifiche e non hanno nulla a che vedere né con standard Cruelty Free o Vegan. Ma quali sono i claim cosmetici più diffusi? E cosa significano veramente? Vediamolo insieme!

Microbiologicamente testato

Questa dicitura, per esempio, si riferisce solamente ai controlli a cui obbligatoriamente i prodotti cosmetici devono sottostare in fase di produzione per essere adatti al commercio.

I prodotti possono essere infatti soggetti a contaminazioni da parte di vari microrganismi e serve un adeguato controllo perché ciò non avvenga.

Clinicamente testato

Indica che l’azienda ha provveduto a effettuare ulteriori test clinici sul prodotto finito prima della commercializzazione, quindi il cosmetico in questione è stato testato su volontari umani nella sua formulazione finale.

Dermatologicamente testato

Il prodotto è stato sottoposto a test dermatologici per la tollerabilità cutanea. Anche in questo caso, il cosmetico è stato quindi testato su volontari umani.

Valutando dunque i prodotti sugli scaffali, è fondamentale prestare attenzione e non farsi ingannare da promesse e descrizioni riportate sulle confezioni

Non temere, puoi fare acquisti consapevoli facilmente, controllando:

  • L’INCI di un cosmetico e consultando il sito BioDizionario.it, dove potrai determinare velocemente l’origine di sostanze animali e il loro impatto ambientale.
  • La presenza di loghi di certificazioni ufficiali: preferendo prodotti conformi allo standard Leaping Bunny per il cruelty free, e VEGANOK che si impegna a verificare l’assenza di componenti animali, supportando aziende che non praticano vivisezione.

Bastano poche precauzioni per far sentire la propria voce e dar vita al cambiamento attraverso le proprie scelte d’acquisto, gettando le basi per un mondo migliore, più etico e sostenibile per sé, per gli animali e per il Pianeta.

Leggi anche: Cosmetici vegan: cosa sono e come riconoscerli? Ecco gli ingredienti di origine animale da evitare

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