Consumo insetti

Consumo di insetti: alternativa sostenibile o forzatura senza senso?

Il consumo di insetti è davvero l'unica strada percorribile per il nostro Pianeta allo stremo? Noi crediamo di no: ecco perché.

Poco più di un anno fa, l’Unione Europea ha dato il via libera alla vendita a uso alimentare degli insetti, dopo l’approvazione da parte dell’Efsa – l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare – al consumo del Tenebrio molitor, meglio noto come larva gialla della farina. All’inizio di quest’anno, invece, è arrivata l’autorizzazione al consumo del grillo domestico, l’Acheta Domesticus.

In una recente svolta nel panorama alimentare italiano, dal dicembre 2023, quattro nuovi insetti – larva gialla, locusta migratoria, grillo domestico e verme della farina minore – sono stati autorizzati per uso alimentare.

Questa decisione segue le linee guida dell’Unione Europea e introduce una nuova era nella diversificazione alimentare in Italia. La normativa richiede una chiara etichettatura, indicando il tipo di insetto, la quantità e il paese di origine, oltre a imporre la vendita in comparti separati per evitare commistioni.

Questo sviluppo solleva interrogativi cruciali sulla sostenibilità, l’etica e la sicurezza alimentare, temi centrali nell’attuale dibattito sulla dieta moderna e la responsabilità ecologica.

Impatto ambientale e impatto etico

Il motivo di questa decisione, che potrebbe far storcere il naso ai più, è da ricercarsi nella necessità di trovare un’alternativa più sostenibile al consumo odierno di proteine animali. Il sistema alimentare globale sta portando lentamente ma inesorabilmente al collasso il Pianeta, e il consumo di insetti è stato proposto come possibile soluzione al problema ambientale.

Sì, perché non sono pochi coloro che vedono negli insetti “la carne del futuro”: fonte di grassi, proteine e fibre e sicuri per tutta la popolazione, sono considerati un ottimo strumento per ridurre l’impatto ambientale attuale legato alla produzione di carne e derivati animali. Il loro allevamento, infatti, richiede oggettivamente meno risorse rispetto a quello di un qualsiasi altro allevamento; eppure, a nostro avviso non è la soluzione che mancava per combattere il climate change.

Partiamo col dire che la possibilità di cibarsi di insetti – che rappresentano un alimento tradizionale in molte culture – divide ancora enormemente l’opinione pubblica occidentale, tra coloro che li considerano una soluzione e chi ne è semplicemente disgustato. Dal nostro punto di vista, la sola idea di ricorrere al consumo di insetti per mitigare la crisi climatica è l’ennesima, assurda dimostrazione di un’estrema e insensata resistenza al cambiamento.

Ma ancora prima, non va dimenticato che l’allevamento di insetti a scopo alimentare non è etico: solo perché si tratta di animali molto lontani e diversi da noi, con i quali probabilmente fatichiamo a empatizzare, non significa che siamo autorizzati a sfruttarli e ucciderli per il nostro tornaconto. Anche perché non ne abbiamo bisogno e la soluzione per un sistema alimentare più sostenibile esiste già.

 

Fattori culturali e alimentazione

Come abbiamo avuto modo di ribadire più volte, l’alimentazione è soprattutto un fattore culturale, legato a tradizioni, usanze e convinzioni, spesso retaggio di un passato lontano. Come tale, quindi, deve essere trattato. La questione non è (o non dovrebbe essere) legata a quanto e quando gli europei saranno disposti a mangiare insetti per salvare il pianeta. Né dovrebbe esistere una sorta di “opera di convincimento” dall’alto, che spinga le persone a credere che gli insetti siano buoni e salutari per l’uomo e l’ambiente.

Decine di studi scientifici autorevoli hanno già evidenziato come lo shift verso un sistema alimentare plant-based potrebbe rappresentare una soluzione concreta, sicura e immediata al climate change. Ignorare queste affermazioni e incaponirsi a cercare alimenti alternativi, scomodando perfino gli insetti, ha un che di paradossale: dobbiamo davvero portare le persone a vincere il disgusto per un alimento che non ha mai fatto parte della nostra cultura alimentare, quando ci sono decine di alimenti vegetali da cui trarre tutti i nutrienti necessari, e il cui impatto ambientale è minimo?

 

Allevare animali al solo scopo di sfruttarli, ucciderli e mangiarli è una delle grandi distorsioni dell’etica del nostro tempo, anche quando si parla di insetti. La soluzione per un sistema alimentare etico e sostenibile è il consumo di prodotti plant-based; tutto il resto, secondo noi, è contraddittorio e insensato.

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