Cosmesi: in Italia è boom per i prodotti biologici e con acido ialuronico

I dati forniti dall'Osservatorio Immagino di GS1 Italy parlano di un aumento di interesse per i cosmetici con particolari claim, tra i quali "dermatologicamente testato" e "biologico". Buone performance di vendita anche per quelli contenenti acido ialuronico (+18,7% di sell-out), che seppure in numero limitato rispetto alla totalità dei prodotti, risultano in costante aumento.

Il settore dei prodotti per la cura della persona è vario e sfaccettato, ma l’Osservatorio Immagino di GS1 Italy individua alcuni claim tra i più apprezzati dai consumatori, che risultano i più significativi in termini di giro d’affari generato. Al primo posto nelle preferenze degli italiani ci sono le etichette con la dicitura “dermatologicamente testato“: le vendite generano l’11% sul totale del settore, e questo claim è presente sul 18,8% dei prodotti che fanno pare del paniere dell’Osservatorio. Un po’ come accade per il settore food, in cui il 25% dei prodotti venduti sottolinea in etichetta l’origine italiana, anche nel settore della cura della persona il claim “prodotto in Italia” favorisce le vendite; parliamo infatti di una dicitura con una quota dell’8,0% sui ricavi complessivi di questo reparto.

Dopo 12 mesi di contrazione delle vendite, nel settore della cura della persona torna a interessare il consumatore il claim “ipoallergenico“, registrando un +2,5% nel 2019 contro il -4,2% nel giro d’affari ottenuto alla fine del 2018. Un trend che invece risulta sempre positivo è quello del biologico, che nel 2019 ha visto aumentare le vendite di quasi il +10,0%, anche se in lieve rallentamento rispetto ai 12 mesi precedenti (+14,9%). Sono 632 i prodotti che riportano in etichetta questa dicitura nel paniere dell’Osservatorio Immagino, e rappresentano il 3,7% del totale del settore. L’aumento delle vendite di cosmetici biologici, che hanno generato 43,6
milioni di euro di giro d’affari, è legato all’aumento delle referenze che riportano in etichetta questo claim, ma anche a una maggiore domanda da parte dei consumatori. Lo stesso fenomeno si registra anche nel settore food, dove il biologico vale più di 4 miliardi di euro e rappresenta una scelta sempre più diffusa tra gli italiani, per motivi di sostenibilità ambientale e salute.

Una precisazione: “dermatologicamente testato”, facciamo chiarezza

Come riportato nel documento “Linee guida al regolamento (UE) n. 655/2013 della Commissione che stabilisce criteri comuni per la giustificazione delle indicazioni utilizzato in relazione ai prodotti cosmetici” pubblicato anche dal Ministero della Salute

“il claim “dermatologicamente testato” implica che il prodotto è stato testato su esseri umani sotto la supervisione di un dermatologo. A seconda della presentazione del claim, lo stesso potrebbe fare riferimento ad una efficacia specifica o alla tolleranza del prodotto.”

Di fatto, significa che il prodotto è stato testato su volontari umani e a seconda della presentazione del claim, ci si può riferire ad una specifica efficacia o tollerabilità del prodotto. La stessa logica può essere applicata a claim riferiti ad altre discipline mediche (ad esempio, “oftalmologicamente testato” o “ginecologicamente testato”).

Che cosa dire quindi di questo claim rispetto ai test sugli animali? 

Nel libro BioDizionario Guida al Consumo consapevole di cosmetici, detergenti e prodotti alimentari pubblicato dalla Dott.ssa Erica Congiu e Sauro Martella, è spiegato quanto segue.

“Dall’11 Marzo 2019 l’UE ha vietato i test sugli animali degli ingredienti cosmetici all’interno dell’UE – a prescindere dalla presenza di alternative non animali. Tale divieto è conosciuto come “divieto di test”. Dall’11 Marzo 2013 l’UE ha completato il divieto di vendita di cosmetici testati sugli animali in qualsiasi parte del mondo. Il divieto si applica sia ai prodotti cosmetici che agli ingredienti, indipendentemente dal fatto che esistano alternative. È conosciuto come “divieto di commercializzazione”. Tuttavia, esistono anche delle limitazioni ai divieti dell’Ue. Secondo la giurisdizione attuale tale regolamento può applicarsi solo quando esiste una connessione territoriale con l’Ue, se si fanno cioè dei test all’interno dell’Ue o se avviene la vendita in territorio Ue, nel caso in cui i test siano avvenuti altrove. La Commissione Europea sostiene che i divieti si debbano applicare solo ai prodotti cosmetici sui test specificamente finalizzati alla sicurezza dei consumatori. Non si applicano ai test per determinare se esiste un rischio per l’ambiente (test di ecotossicità). Le compagnie cosmetiche non certificate quindi possono ancora testare i propri prodotti o ingredienti purché i test non vengano eseguiti o i prodotti non vengano venduti nell’Unione Europea. Ad esempio, prima che alcuni prodotti cosmetici possano essere messi in vendita in Cina, devono essere testati secondo le normative cinesi, che normalmente comportano una serie di test sugli animali. Raccomandiamo soprattutto di privilegiare l’acquisto di prodotti certificati cruelty free da Lav, Leal, preferibilmente dotati della certificazione VEGANOK o BIODIZIONARIO APPROVED che oltre a fornire precise garanzie sul tema della vivisezione, garantiscono la mancanza di ingredienti animali.”

Best performer 2019: l’acido ialuronico

L’Osservatorio Immagino ha individuato per il 2019 cinque claim riferiti ad altrettanti ingredienti che hanno generato le migliori performance di vendita; tra questi il migliore è risultato l’acido ialuronico, che ha registrato +18,7% di sell-out, migliorando la crescita individuata nel 2018 (+5,3%). Nel complesso, si segnala che i prodotti che indicano la presenza di questo ingrediente in etichetta sono ancora un numero limitato, ma in costante aumento, specialmente quelli per la cura e la pulizia del viso donna, i solari e i dentifrici. In linea con questa tendenza, sono moltissimi i prodotti cosmetici certificati VEGANOK che contengono acido ialuronico, e che allo stesso tempo rispondono alla sempre maggiore richiesta di prodotti vegani e cruelty-free.

Leggi anche: Cosmesi vegan: un fenomeno in espansione grazie anche alle star, che lanciano prodotti innovativi e “animal-free”

Anche l’argan risulta uno degli ingredienti più evidenziati sul packaging dei prodotti per la cura della persona nel 2019, con il 3,8% sul totale. Degne di nota le performance dei prodotti che riportano in etichetta la presenza di avena (+3,6% di vendite contro il +2,8% del 2018), mentre i cosmetici con mandorla e karitè hanno visto un calo delle vendite più lieve rispetto a quello del 2018.

Cosmesi vegan: un settore in espansione

Ormai da qualche anno si assiste all’aumento della domanda di prodotti cosmetici naturali, anche per via del cambiamento della percezione dei consumatori verso i prodotti animal free – ritenuti migliori sotto il profilo etico. A questo si aggiunge la crescente popolarità di prodotti sostenibili dal punto di vista ambientale, e amici di pelle e capelli: è il fenomeno della cosmesi “ecobio”, che negli ultimi anni ha visto aumentare moltissimo la sua popolarità. In Italia sono tante le realtà produttive che scegliendo la certificazione VEGANOK abbiano deciso di seguire l’andamento del mercato; parliamo di aziende che per i loro prodotti hanno ottenuto la certificazione etica VEGANOK e BioDizionario Approved, il che garantisce che siano vegani e cruelty-free, ma anche realizzati con materie prime quanto più possibile naturali:

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