Cotone coltivato in laboratorio

Cotone coltivato in laboratorio: innovazione sostenibile che cambierà il futuro?

Una start-up statunitense produce cotone coltivato in laboratorio, che potrebbe presto arrivare sul mercato: un'alternativa più sostenibile a quello tradizionale, potenzialmente impiegabile in numerosi settori.

Il cotone coltivato in laboratorio potrebbe diventare realtà prima di quanto si immagini: questo grazie alla start-up statunitense Galy, fondata nel 2019 per rendere la produzione tessile migliore per l’ambiente. L’azienda, che in poco tempo ha già ottenuto ingenti investimenti e l’attenzione dei media internazionali, ha stipulato un accordo decennale con la giapponese Suzuran Medical Inc., che impiegherà il cotone coltivato in bioreattori per la produzione di cotone cosmetico e lenzuola, ma anche strumenti medici come garze e cotone assorbente.

Un’innovazione non da poco, che permetterà di sostituire migliaia di tonnellate di cotone prodotto tradizionalmente con quello made-in-lab, con enormi benefici ambientali: sì, perché anche se si tratta di una fibra naturale, la produzione di cotone richiede enormi risorse; basti pensare che per ottenere una sola maglietta in cotone convenzionale sono necessari circa 2700 litri di acqua, senza contare che le piantagioni occupano spazi enormi nel mondo (circa 35 milioni di ettari di terreni). A questo si aggiungono anche pratiche non etiche e inaccettabili di sfruttamento dei lavoratori, troppo spesso anche minori.

Il discorso cambia, però, quando si parla di cotone coltivato in laboratorio: un po’ come per la carne, anche in questo caso la produzione avviene all’interno di bioreattori, grazie alla coltivazione di cellule che vengono prelevate e isolate da una pianta madre e che vengono sottoposte a processi di coltura cellulare controllata, ottenendo un prodotto finito identico al cotone tradizionale, da impiegare potenzialmente in qualsiasi processo produttivo. Il tutto, con un dispendio di risorse minimo tra acqua, suolo ed energia (circa l’80% in meno) ed emissioni ridottissime; in più, con i vantaggi di una produzione 10 volte più veloce, tracciabile e senza l’impiego di pesticidi o insetticidi.

Nonostante l’ufficializzazione della partnership con Suzuran Medical Inc., non si ha ancora una data precisa riguardo al lancio sul mercato del cotone coltivato in laboratorio; quello che è certo, è che l’azienda è al lavoro per allargare la produzione anche ad altri settori, compreso quello delle calzature.

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