Covid, un anno dopo: secondo Eurispes spopolano food delivery, e-commerce e comunicazione digitale

La nuova indagine Eurispes, pubblicata esattamente un anno dopo l'individuazione del "paziente 1" di Codogno, rivela come la pandemia abbia plasmato le abitudini degli italiani e cosa ancora è rimasto di quelle acquisite durante il lockdown di marzo 2020.

È il 21 febbraio 2020 quando viene identificato a Codogno, in provincia di Lodi, il primo caso italiano di Coronavirus. Da quel giorno, le vite degli italiani sono state stravolte: negozi chiusi, lavoro da remoto e impossibilità di frequentare i luoghi di intrattenimento, hanno inevitabilmente plasmato comportamenti e abitudini di consumo, restituendoci il quadro di un’Italia decisamente lontana dalla “normalità”.

A un anno di distanza da quel giorno, Eurispes ha pubblicato un’indagine realizzata su un campione di oltre 2 mila cittadini, per capire in che modo la pandemia ha cambiato l’Italia e gli italiani, e quali sono le prospettive per il prossimo futuro. Per prima cosa, il modo di fare acquisti: la chiusura dei negozi e la necessità di mantenere il distanziamento sociale hanno reso più “virtuale” la spesa degli italiani; non a caso, il 21,9% degli intervistati afferma di aver ordinato per la prima volta la spesa a domicilio dopo marzo 2020, ovvero dopo l’esplosione della pandemia. Allo stesso modo, l’impossibilità di godersi un pranzo o una cena al ristorante ha incrementato la richiesta del servizio di food delivery. Anche se una buona percentuale di italiani (il 28,6%) ordinava già regolarmente i pasti a domicilio, da marzo il 16,8% lo ha fatto per la prima volta.

In generale, si è assistito a un cambiamento anche rispetto al tempo dedicato al mondo digitale, sia per gli acquisti che per l’intrattenimento. Il web è diventato lo strumento principale della comunicazione con famigliari e amici per il 45,2 degli intervistati, con il 30,7% degli italiani che lo ha fatto per la prima volta proprio durante il lockdown. Da non dimenticare è anche la ritrovata passione per la cucina che ha interessato i consumatori italiani nei primi mesi del 2020: ben l’11,1% del campione ha acquistato proprio in questo periodo strumenti per la cucina (robot da cucina, macchine per il pane, pentole professionali, ecc.), come passatempo ma anche per sopperire all’impossibilità di mangiare fuori casa.

Acquisti online: cosa comprano gli italiani sul web?

Se è vero che la spesa digitale ha visto un vero e proprio boom durante il lockdown, gli italiani hanno scelto gli acquisti online anche per prodotti diversi dagli alimentari. Secondo Eurispes, i consumatori comprano sul web l’abbigliamento (solo il 33,7% degli intervistati non lo ha mai fatto), i libri (il 34,5% mai), le apparecchiature tecnologiche (il 36,2% mai), oggetti per la casa (39,6% mai), film/serie Tv tramite piattaforma (41,9% mai).

Ci sono invece beni e prodotti che gli italiani preferiscono comprare nei negozi fisici, e tra questi spiccano le medicine (il 79,4% non le ha mai comprate sul web), le bevande (71,5%), i corsi online (67,5%) e, in generale, i prodotti alimentari (63,8%). A seguire, gli articoli di profumeria/estetica (il 57,1% non li compra mai online).

Interessante è anche il focus sulle abitudini acquisite e non più abbandonate dopo il lockdown: il 25,9% degli italiani continua a ordinare la spesa a domicilio; in particolare, l’8,7% con la stessa frequenza, il 17,2% con minor frequenza. Il 16,4% continua a ordinare farmaci a domicilio, mentre il 9,8% ha smesso dopo il lockdown. Rimane l’interesse per il food delivery – che, secondo le principali piattaforme dedicate, nel 2021 vedrà il vegan tra i top trend – con il 37,2% degli intervistati che continua a ordinare pasti a domicilio, il 14,5% con la stessa frequenza del periodo del lockdown, il 22,7% meno spesso.

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