Detersivi ecologici, ecco i consigli per sceglierli e non farsi fregare

Come si fa a capire se un detergente è davvero ecologico? Quali caratteristiche deve avere un prodotto per essere a basso impatto ambientale? A quali certificazioni fare riferimento quando si acquista? Ecco una guida da leggere e condividere!

Passare ai detersivi ecologici è un grande atto di rispetto e salvaguardia per il nostro pianeta: ogni anno vengono gettati negli scarichi più di un miliardo di litri di detersivi, che inevitabilmente si riversano nei mari e nei fiumi incidendo in modo negativo sugli ecosistemi e sulla vita di tutte le specie acquatiche. L’uso indiscriminato di detergenti per la casa e per la persona, negli anni, ha alterato la fauna e la flora marina, causando una pesante perdita di biodiversità.

Molti detergenti per la casa contengono ingredienti inquinanti, che risultano anche aggressivi e irritanti per la pelle, e possono creare fenomeni di ipersensibilità e allergie. Poi c’è da dire che nel mare magnum delle offerte, è davvero difficile riconoscere i prodotti veramente amici dell’ambiente e della nostra salute. Sempre più persone si stanno approcciando a uno stile di vita più “green”, creando un mercato multimilionario che fa gola a molti e da cui tanti produttori vorrebbero trarre profitto pur non avendone diritto; è facile quindi incappare in prodotti “mascherati” da prodotti ecologici e naturali pur contenendo ingredienti pericolosi per l’ambiente e/o irritanti per la cute.

Greenwashing: cos’è e come difendersi?

Il termine greenwashing è stato coniato proprio per indicare tutte le pratiche scorrette volte a illudere il consumatore che un prodotto o un’azienda adotti pratiche a favore dell’ambiente. TerraChoice, per tutelare i consumatori, ha stilato “the Sins of Greenwashing”, una lista di sette “peccati” commessi dalle aziende che si dichiarano eco-friendly pur non essendolo. Ecco la lista:

  • Sin of the hidden trade-off (trade off nascosto): si ha quando un’azidenda dichiara l’ecosostenibilità di un prodotto basandosi solo su alcuni attributi e spostando l’attenzione da ciò che ha maggiore impatto ambientale;
  • Sin of no proof (mancanza di prove): si ha con un’affermazione di sostenibilità ambientale non sostenuta da informazioni di supporto facilmente accessibili o da un’affidabile certificazione di terze parti;
  • Sin of vagueness (vaghezza): quando le indicazioni sul prodotto sono così generiche che il loro
    significato può venire frainteso dai consumatori;
  • Sin of worshiping false labels (falsa etichetta): l’azienda usa etichette false o presenta un prodotto con
    parole o certificazioni contraffatte;
  • Sin of irrelevance (irrilevanza): è l’uso di affermazioni ambientali, anche veritiere, ma non importanti o
    utili per i consumatori;
  • Sin of lesser of two evils (minore dei mali): si ha un’indicazione che può essere vera per la specifica
    categoria di prodotto, ma che rischia di distrarre il consumatore dagli effetti ambientali maggiori
    della categoria nel suo complesso;
  • Sin of fibbing (falsità): ovvero asserzioni ambientali che sono semplicemente false.

In Italia, il greenwashing viene considerato pubblicità ingannevole ed è controllato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Nonostante ciò, sono molti i prodotti che riportano diciture e claim che possono ingannare e illudere il consumatore. Con questa guida impareremo a riconoscere i prodotti per la pulizia della casa veramente ecologici e naturali, e i criteri per non farsi ingannannare dal greenwashing.

Glossario: le “parole ecologiche” sui detersivi

Per districarsi nel mondo green è importante conoscere alcune definizioni utilizzate dalle aziende per definire i propri prodotti:

  • Eco-Friendly: non dannoso per l’ambiente
  • Green: a favore dell’ambiente
  • Sostenibile: non dannoso per l’ambiente perché non sfrutta fonti non rinnovabili, supportando un
    bilancio ecologico a lungo termine.
  • Naturale: contiene ingredienti derivanti da fonti naturali (ma non implica che tutti gli ingredienti lo
    siano, né che tutti gli ingredienti siano vegetali)
  • Biologico: prodotto privo di sostanze chimiche dannose per la salute e per l’ambiente, realizzato mediante processi fisici e meccanici regolati dal disciplinare biologico secondo la normativa CE
  • Zero Waste: pratica o prodotto che minimizza l’impatto ambientale non generando scarti e rifiuti.

Perché usare detersivi ecologici?

Prima di capire quali sono i requisiti dei detersivi ecologici, è importante capire perché dovresti sceglierli:

  • Proteggono la tua salute: alcuni prodotti per la pulizia contengono ingredienti tossici e irritanti, e
    possono provocare allergie. Possono risultare particolarmente dannosi o addirittura letali per i
    bambini in caso di ingestione.
  • Proteggono l’ambiente: l’utilizzo di prodotti per la pulizia ecologici può aiutare a limitare la quantità
    di sostanze chimiche riversate nelle acque, ridurre i rifiuti e proteggere la qualità dell’acqua e
    dell’aria.
  • Semplificano le pulizie e permettono di risparmiare: nonostante si pensi che i prodotti ecologici
    siano più cari rispetto a quelli convenzionali, in realtà passare alle pulizie green può permetterti di
    risparmiare. Spesso i detergenti ecologici sono multiuso e concentrati, e piuttosto che avere decine
    di prodotti diversi si può acquistare un unico prodotto destinato a diversi utilizzi. Non dimentichiamo anche che aceto, bicarbonato e acido citrico sono molto economici e possono essere utilizzati in diversi modi, al posto
    dei detersivi convenzionali

La “carta d’identità” del detersivo eco: quali caratteristiche ha?

Dal punto di vista degli ingredienti, i requisiti fondamentali sono:

  • Tensioattivi di origine naturale: i tensioattivi devono necessariamente essere derivati da fonti naturali e rinnovabili, ma soprattutto biodegradabili. Ne sono un esempio Coco Glucoside, Gliceryl Oleate, Decyl Glucoside, Lauryl Glucoside, Sodium Lauroyl Sarcosinate. Questi tensioattivi derivano per lo più da olio di cocco o oliva. Le aziende più virtuose possono derivare i propri tensioattivi da olii esausti scarti dell’industria alimentare.
  • Assenza di sbiancanti ottici, che sono chimici e non biodegradabili, oltre ad essere altamente allergizzanti per chi ha una pelle particolarmente sensibile o soffre di patologie.
  • Assenza di coloranti sintetici, anche questi con scopo meramente estetico e per di più inquinanti.
  • Conservanti di origine naturale come alcol etilico (che funge anche da solvente per lo sporco) o acqua ossigenata (con funzione anche di sbiancante, sanificante e antibatterica).
  • Profumi di origine naturale, come gli oli essenziali.
  • Formulazione ipoallergenica, che garantisce la totale sicurezza per la pelle sensibile.

Oltre agli ingredienti però, anche il packaging deve risultare sostenibile: generalmente i detersivi ecologici vengono venduti in eco-ricariche che permettono di minimizzare gli imballaggi. Alcune aziende preferiscono l’utilizzo di plastica riciclata e le più virtuose vendono direttamente detersivi alla spina, permettendo di azzerare i rifiuti.

Come riconoscere un detersivo ecologico a colpo d’occhio

Il modo migliore per riconoscere un detersivo ecologico è verificare la presenza di una certificazione che garantisca che quel prodotto rispetti standard di qualità e tutela dell’ambiente e che i componenti, sia di prodotto che di imballaggio, siano stati certificati da un ente terzo.
In Italia, le principali certificazioni sono:

  • Biocertitalia per la categoria ‘Eco Bio Detergenza’; si tratta di  uno dei più importanti enti certificatori del biologico italiano ed europeo.
  • “Eco Detergenza” è una certificazione volontaria di prodotto, rilasciata da Biocertitalia sulla base di una verifica di conformità dei prodotti e del processo produttivo ai requisiti indicati nel loro Disciplinare. Tra questi l’assenza sia nel prodotto che nel materiale da imballaggio di materie “a rischio” dal punto di vista
    ecologico. L’assenza di materie prime non vegetali considerate “a rischio”, ovvero allergizzanti, irritanti o
    ritenute dannose per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Imballaggi da materie prime rinnovabili, materiali  riciclabili o collegati ad un sistema di restituzione dei vuoti.
  • Ecolabel, il marchio dell’Unione Europea che premia la qualità ecologica dei prodotti (e dei servizi) migliori dal punto di vista ambientale, che mantengono elevati standard di prestazioni ed efficacia. Il marchio attesta che il prodotto prescelto ha un ridotto impatto ambientale lungo tutto il proprio ciclo di vita.
  • Aiab, che si basa su disciplinari che valutano l’efficacia e la sicurezza dei prodotti, i quali devono risultare sia a ridotto impatto ambientale che rispettosi per la salute, offrendo un pulito ecologico e sicuro. Inoltre, la certificazione garantisce che le materie prime utilizzate per la formulazione dei prodotti siano state approvate singolarmente e provengano, in base a quanto è possibile reperire sul mercato, da agricoltura biologica.

  • La certificazione Eco Detergenza rilasciata da ICEA (Istituto Certificazione Etica e Ambientale), che garantisce che i prodotti per la detergenza personale e della casa sono realizzati nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute dell’uomo. Questo standard è stato realizzato dall’ente insieme a un team di esperti del settore e si pone come obiettivo quello di unire gli interessi dei produttori e dei commercianti con quelli del consumatore.
    Come anche lo standard Eco Bio Detergenza, Eco Detergenza è una certificazione volontaria e non obbligatoria per legge e garantisce che un prodotto marchiato con il suo simbolo abbia una serie di requisiti fondamentali:
    l’assenza sia nel prodotto che nel materiale da imballaggio di materie “a rischio” dal punto di vista
    ecologico; l’assenza di materie prime non vegetali considerate “a rischio”, ovvero allergizzanti, irritanti o
    ritenute dannose per la salute dell’uomo e dell’ambiente; imballaggi da materie prime rinnovabili, materiali riciclabili o collegati ad un sistema di restituzione dei vuoti; un prodotto efficace ed equiparabile ai prodotti convenzionali di alta gamma. Inoltre, garantisce che le materie prime vegetali utilizzate non appartengano agli OGM o derivino da essi. Possono però provenire da agricoltura convenzionale (in caso di prodotti OGM, come mais e soia, devono essere certificati da terzi come non appartenenti a questa categoria).
  • BIODIZIONARIO APPROVED, che garantisce il rispetto di uno standard estremamente severo il cui ottenimento è riservato solo a prodotti con caratteristiche etiche ed ecologiche di altissimo livello. I requisiti principali che lo standard vuole garantire sono:
    – completa assenza di ingredienti che abbiano comportato lo sfruttamento o l’uccisione di animali (solo prodotti rigorosamente vegan)
    – garanzia che l’azienda non effettui o commissioni esperimenti su animali (no vivisezione)
    – completa assenza di ingredienti catalogati con “semaforo rosso” o “semaforo doppio rosso” sul BioDizionario.it (con valutazione in continuo aggiornamento)
    – utilizzo di materie prime naturali o biologiche e formulazione effettuata nel rispetto dell’ambiente
    – indicazione sull’etichetta del codice di verifica. Il consumatore potrà utilizzare il codice sul sito www.biodizionario.it per verificare l’effettiva legittimità del prodotto (garanzia per il consumatore)
    – pubblicazione e libera consultazione di tutte le etichette dei prodotti certificati direttamente sul sito ufficiale www.biodizionario.it (trasparenza per il consumatore).

E’ molto importante saper conoscere le certificazioni ufficiali e affidabili e i relativi loghi. Una pratica di greenwashing comunemente usata è proprio quella di apporre disegni e simili facilmente confondibili con certificazioni, pur non corrispondendo ad alcun disciplinare.

Come riconoscere un detersivo eco in assenza di certificazioni?

Una certificazione è un costo e un onere per l’azienda, quindi non è raro che le aziende preferiscano non certificarsi, pur avendo i requisiti per aderire a uno standard. In questo caso occorre leggere attentamente gli ingredienti e non lasciarsi illudere a claim come “naturale”, “eco” o “green”, che non essendo regolamentati, possono essere utilizzati con fine ingannevole.

Interpretare un INCI non è semplice, ma la tecnologia ci aiuta offrendoci tutta una serie di database e app che ci consentono di valutare la presenza di ingredienti nocivi in pochi secondi. Biodizionario.it e l’app biodizionario sono sicuramente gli strumenti più affidabili, che permettono di analizzare gratuitamente l’INCI dei prodotti attraverso l’intuitivo sistema dei semafori. A livello internazionale si può usufruire del database dell’EPA ( Agenzia per la protezione dell’ambiente americana) che contiene un’ampia ed esaustiva lista di prodotti per la pulizia della casa garantiti ecologici.

Per quanto riguarda il packaging, andrà valutata la presenza di materiali riciclabili e possibilmente prodotti, trasportati, e riciclabili usando energie rinnovabili, l’assenza di metalli pesanti, BPA, o phthalati.

Dove comprare prodotti ecologici per le pulizie?

Fortunatamente, il mercato della detergenza green è in piena espansione. Non occorre più cercare i prodotti nelle piccole botteghe biologiche, perché qualsiasi supermercato offre un’ampia gamma di prodotti ecologici a prezzi assolutamente comparabili rispetto quelli convenzionali. Molti supermercati sono forniti di detersivi ecologici alla spina, che aumentano ulteriormente il margine di risparmio e l’impatto ambientale relativo al packaging. Anche on line è disponibile una vasta offerta di prodotti ecologici per tutte le tasche.

Meno prodotti, più comportamenti ecologici

Adottare un metodo di pulizia “green” per la casa non significa solo acquistare prodotti ecologici. Significa anche adottare tutta una serie di comportamenti volti alla sostenibilità. Il primo e più importante step è quello di comprare meno prodotti, multifunzione e in formula concentrata. In questo modo possiamo abbattere il quantitativo di imballaggi e di sostanze che si riversano negli scarichi.

Cerchiamo di utilizzare, quando possibile, alternative “casalinghe” come l’aceto, il bicarbonato e l’acido citrico,
tenendo però a mente che anche un abuso di queste sostanze può nuocere all’ambiente (in particolar modo l’aceto). Lavatrici e lavastoviglie andrebbero avviate sempre a pieno carico per contenere lo spreco di acqua e di detersivo.

Non solo i detersivi, ma anche tutti gli accessori per la pulizia possono essere rivisitati in chiave
green. Ecco alcuni esempi:

  • sostituire i rotoli di carta assorbente con panni in microfibra
  • per spolverare utilizzare panni elettrostatici riutilizzabili e non quelli monouso
  • sostituire le spugne in plastica con spugne in silicone (peraltro molto più igieniche e facili da sanificare)
  • riutilizzare i contenitori in plastica per contenere le eco-ricariche o per prelevare prodotti alla spina.

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