E-grocery: per gli italiani una nuova tendenza di acquisto, il carrello diventa (anche) virtuale

Da necessità durante la pandemia, a comoda alternativa alla spesa tradizionale dopo il lockdown: l'e-grocery in Italia si appresta a prendere piede a fianco dei canali di distribuzione tradizionale. Il carrello virtuale è un po' più caro e contiene beni per la persona più che generi alimentari, e il click&collect rimane la scelta "ibrida" più apprezzata dai consumatori.

L’emergenza sanitaria di questi mesi sembra aver inaugurato una nuova era, nella quale gli acquisti – anche in ambito food – diventano virtuali. Il lockdown dei primi mesi dell’anno ha costretto milioni di persone tra le mura domestiche e, complice la paura del contagio e la poca voglia di file interminabili al supermercato, la tendenza all’acquisto via internet ha subito un’impennata, confermando un trend già in crescita nel 2019. Secondo il Rapporto Coop 2020, le vendite online in Italia hanno registrato un +132% rispetto allo scorso anno, portando il fenomeno a raggiungere in poco tempo i numeri previsti per i prossimi cinque anni. Entro la fine del 2021, secondo gli esperti, il trend dell’e-grocery raggiungerà un valore di 2,7 miliardi di euro, che prima della pandemia era previsto per il 2025.

Questo, però, non indica un abbandono totale del canale fisico, anzi: molti italiani scelgono soluzioni intermedie come il click&collect, che consente di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio. Si tratta della forma di e-commerce più in crescita in questo 2020, anche se l’home delivery continua a rappresentare la scelta preferita (e più comoda) per i consumatori. Non tutti, però: gli esperti notano infatti una differenziazione in base al reddito per quanto riguarda l’accesso a questa tipologia di servizio. Sono le famiglie più abbienti ad aver usufruito maggiormente dell’e-grocery in questi mesi, e si prevede che per il 2021 le persone meno abbienti ne diminuiscano o azzerino completamente l’uso, complice probabilmente anche un rincaro dei prezzi del 25% registrato nel carrello virtuale rispetto a quello fisico.

E a proposito di carrello, si evidenzia come gli acquisti online non siano sempre sovrapponibili a quelli in negozio. Mentre nel carrello virtuale gli italiani tendono a inserire maggiormente beni di largo consumo non alimentare, il food prevale invece negli acquisti nei canali tradizionali. In particolare il 17% degli acquisti sul totale delle vendite nell’online riguarda il cura persona (contro il 9% della rete
fisica), il 9% il cura casa (contro l’8% dei canali tradizionali) e il 7% il pet care (2% nel fisico). In negozio, invece, gli italiani acquistano alimentari, specialmente nel reparto fresco: 29% sul totale delle vendite del canale fisico, rispetto al 21% del carrello digitale.

Dopo il lockdown sono cambiati gli stili alimentari degli italiani, con una maggiore tendenza ad acquistare prodotti alimentari naturali/sostenibili e una crescente attenzione al cibo salutare; il vegan ha guadagnato un +6,9% negli ultimi mesi e questo non può che riflettersi anche negli acquisti online dei consumatori. Il mercato mette a disposizione un numero sempre maggiore di referenze plant-based, in linea con le richieste di alimenti sani, sostenibili ed etici.

In Italia si rileva una tendenza incoraggiante per ciò che concerne l’acquisto di prodotti vegetali. Il numero di prodotti conformi allo standard VEGANOK  è cresciuto da 14.000 registrato a Marzo 2020 a 14.447 di Settembre 2020, per un totale di 565 aziende; un aumento del 3,1% in soli 6 mesi. Il fatto che i canali di distribuzione online rappresentino ormai un metodo di acquisto consolidato può rappresentare un mezzo per diffondere ancora di più questa tipologia di prodotti, che già fanno parte del carrello (virtuale e non) di un numero crescente di consumatori.

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