Ecoansia: la nuova voce dello Zanichelli che definisce un’epoca

Lo Zanichelli accoglie "ecoansia" nel suo vocabolario, sottolineando l'urgenza della crisi climatica e il suo impatto sulla psiche collettiva

Con l’edizione 2024 del dizionario Zanichelli, “ecoansia” entra ufficialmente nel lessico italiano, incarnando un sentimento profondamente radicato nella società attuale. Questo termine, derivato dalla combinazione di “eco-” e “ansia”, va oltre una semplice aggiunta lessicale: rappresenta un fenomeno culturale e psicologico crescente; simboleggia la reazione emotiva di chi percepisce le minacce imminenti al nostro pianeta, oscillando tra speranza e apprensione per il futuro.

L’ecoansia: lo specchio della crisi climatica

L’ecoansia si manifesta come una risposta emotiva profonda alla crisi climatica in corso. Amplificata da un flusso incessante di notizie sul degrado ambientale, questa sensazione va ben oltre la semplice preoccupazione. Si configura come un amalgama di sentimenti, dalla percezione di catastrofi imminenti al senso di colpa per le attività umane dannose, culminando in una visione spesso apocalittica del futuro. Eventi come estremi climatici, innalzamenti del livello del mare e perdite di biodiversità rendono l’ecoansia una reazione quasi inevitabile, evidenziando la stretta relazione tra il benessere del pianeta e la nostra salute mentale.

I giovani al centro del fenomeno

I giovani, esposti fin dalla tenera età a notizie di cambiamenti climatici e disastri ambientali, sono tra i più colpiti dall’ecoansia. Per molti di loro, la preoccupazione per il futuro del pianeta non è solo un concetto astratto, ma una realtà quotidiana che influisce sul loro benessere emotivo. Questa ansia, spesso intensificata da un senso di impotenza di fronte all’immensità della crisi, può diventare soffocante. In questi casi, è essenziale rivolgersi a professionisti della salute mentale per trovare strategie e risorse per affrontare e gestire questi sentimenti.

Veganismo: un impegno tangibile nell’era dell’ecoansia

A fronte di questo sentimento comune, molte persone si stanno orientando verso scelte sostenibili per ridurre il proprio impatto ecologico. Una delle risposte più significative e dirette a questa crescente preoccupazione è l’adozione di una dieta vegan. Questa scelta, oltre a rappresentare un impegno etico verso gli animali, è anche un contributo diretto alla lotta contro il cambiamento climatico.

La produzione di carne e derivati animali è infatti responsabile di una quota significativa delle emissioni globali di gas serra, senza contare l’uso intensivo di risorse come acqua e terreno. La deforestazione, spesso legata all’espansione dell’allevamento e della produzione di mangimi, contribuisce ulteriormente all’aggravarsi della crisi climatica. Optando per un regime alimentare basato su vegetali, non solo si riduce il proprio impatto diretto, ma si supporta anche un sistema alimentare più sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Fare una scelta vegan rappresenta un modo tangibile per riacquistare un senso di controllo e contribuire attivamente a un futuro più sostenibile. Attraverso decisioni quotidiane, come cosa mettere nel proprio piatto, ogni individuo ha il potere di influenzare il corso degli eventi, promuovendo un modello di consumo che rispetti sia il pianeta che i suoi abitanti.

La responsabilità collettiva e il ruolo della politica

Mentre le scelte individuali, come l’adozione di una dieta vegan, rappresentano passi significativi nella giusta direzione, è essenziale riconoscere che la soluzione alla crisi climatica richiede un impegno collettivo. La responsabilità non ricade solo sulle spalle dei singoli cittadini, ma anche e soprattutto su quelle delle istituzioni e dei governi.

I governi hanno il potere e la responsabilità di guidare il cambiamento su larga scala, incentivando economie più sostenibili e promuovendo la transizione verso sistemi meno impattanti per l’ambiente. Questo può tradursi in politiche che favoriscano l’energia rinnovabile, la ricerca e lo sviluppo di tecnologie verdi, e la promozione di pratiche agricole sostenibili.

La crisi climatica è una sfida globale che richiede una risposta globale. Sebbene le azioni individuali siano cruciali, è solo attraverso un impegno politico deciso e concreto che possiamo sperare di affrontare efficacemente le radici del problema. La politica, in questo contesto, non può e non deve sottrarsi alle sue responsabilità, ma deve agire come catalizzatore di un cambiamento positivo, guidando la società verso un futuro più sostenibile e giusto.

L’inserimento della parola “ecoansia” nel dizionario Zanichelli non è solo un riconoscimento linguistico, ma un segnale potente della crescente consapevolezza collettiva riguardo alla crisi climatica e del suo impatto sulla psiche individuale e collettiva. Questo termine, che riflette la tensione tra speranza e disperazione, tra azione e impotenza, è un monito e un invito a guardare con occhi nuovi alle sfide del nostro tempo.

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