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Se Edimburgo e Stoccolma diventassero 100% vegan, risparmieremmo 408mila ettari di terra

I dati di uno scienziato dell'Università di Oxford parlano chiaro: se Edimburgo e Stoccolma diventassero vegan, "cancelleremmo" 4,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO2eq: come togliere 1,5 milioni di veicoli dalle strade di Svezia e Scozia. Dati che devono far riflettere in occasione della Giornata della Terra.

Edimburgo e Stoccolma vegan: i benefici di questa ipotetica svolta plant-based

I dati riportati precedentemente sono stati esposti dal Dr. Poore, direttore dell’Oxford Martin Program on Food Sustainability Analytics presso l’Università di Oxford, durante un recente webinar organizzato da Plant Based Treaty, movimento che invita città e amministrazioni a favorire e abbracciare una svolta plant-based, di cui abbiamo parlato qui. Il webinar è stato seguito da più di 1.000 persone, inclusi consiglieri di oltre 35 consigli comunali del Regno Unito.
Il Dr. Poore ha preso ad esempio due città di media grandezza per dimostrare i benefici tangibili di un passaggio ad un’alimentazione totalmente vegan. Se solo tutti gli abitanti di Edimburgo facessero questo passo – già in parte avviato dall’amministrazione della città scozzese, visto che è diventata la prima capitale europea ad aderire proprio al Plant Based Treaty – si potrebbero ripristinare 232mila ettari di terreno, risparmiando in termini di emissioni l’equivalente di 532mila auto rimosse dalle strade scozzesi. Se poi, ad esempio, anche la città di Stoccolma dovesse seguire l’esempio di Edimburgo, altri  176.000 ettari di terreno verrebbero ripristinati, rimuovendo di fatto ben 935.000 auto dalla strada.

Dati che dimostrano ancora una volta i benefici ambientali della scelta vegan

Nicola Harris, direttrice della comunicazione per Plant Based Treaty, ha dichiarato che quanto esposto dal Dr. Poore dimostra “che se Edimburgo abbracciasse totalmente uno stile di vita vegan, potremmo riscattare terre quasi dieci volte più grandi della città stessa, aiutando la biodiversità ed eliminando emissioni di carbonio nell’atmosfera”.
A fare eco ai discorsi di Poore e Harris, anche Karin Wanngård, sindaca vegan di Stoccolma: “Se continuiamo a produrre e consumare cibo che facciamo oggi, non raggiungeremo mai gli Accordi di Parigi. Il mondo come lo conosciamo non sarà più lo stesso. È ora che interi Stati e città si assumano una maggiore responsabilità, specie riguardo il cibo che le persone consumano. La mia città conta quasi 1 milione di abitanti: scuole, asili e case per anziani di tutta Stoccolma si stanno muovendo verso il cibo biologico a base vegetale e prodotto localmente”.
“Abbiamo bisogno di un cambiamento radicale dell’alimentazione globale per liberare grandi quantità di terra per il ripristino della natura”, ha dichiarato il Dr. Poore nel suo intervento. “Questo può aiutarci a generare sia una crescita naturale della vegetazione, rewilding per ripopolare specie animali e ridurre emissioni inquinanti”. Basti pensare che, per ogni persona che adotta una dieta vegana, si potrebbero risparmiare 4.700 m2 di terra, fornendo habitat a cinque uccelli, 15 mammiferi, 20 rettili, 100 anfibi e assorbendo 150 tonnellate di anidride carbonica nelle piante e nel suolo: dati che dovrebbero far scattare un meccanismo nella mente di chi vuole davvero agevolare un cambiamento green nel mondo, specie durante la Giornata della Terra. Non c’è futuro green, sostenibile ed etico senza uno shift dei consumi in direzione vegetale.

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