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L’attività umana responsabile della scomparsa di 73 generi di animali in soli 5 secoli

Impatto umano e estinzione di massa: l'inquietante conclusione di un nuovo studio sottolinea come le attività umane stiano accelerando questo fenomeno

La sesta estinzione di massa, una crescente minaccia per la biodiversità terrestre, è stata al centro di un’indagine dettagliata condotta dai rinomati ricercatori Gerardo Ceballos dell’Università Nazionale Autonoma del Messico e Paul Ehrlich dell’Università di Stanford. Il loro studio, pubblicato nel prestigioso giornale PNAS, sottolinea come le attività umane stiano accelerando questo fenomeno, compromettendo profondamente la varietà di vita sul nostro pianeta.

Un’analisi dettagliata

La ricerca ha esaminato l’evoluzione della fauna terrestre dal 1500 ad oggi e ha scoperto che ben 73 generi di vertebrati (tralasciando i pesci) sono scomparsi a causa delle attività umane. Questo ritmo è ben 35 volte più veloce di quanto ci si aspetterebbe se l’uomo non avesse interferito con l’ecosistema. Per mettere le cose in prospettiva, le specie che si sono estinte negli ultimi cinquecento anni avrebbero richiesto quasi 18.000 anni per scomparire se lasciate alla natura.

Fattori di distruzione

La rapidità con cui stiamo perdendo specie animali è alimentata da vari fattori, tra cui la deforestazione, il commercio illecito di fauna selvatica e le alterazioni climatiche. Se non si interviene, potremmo assistere a un’escalation di questo fenomeno, con tassi di estinzione che potrebbero raggiungere livelli da 354 a 511 volte superiori rispetto a quelli naturali entro il 2100.

Ripercussioni dell’estinzione di massa per la nostra specie

La perdita di biodiversità non è solo una questione ecologica, ma ha anche profonde implicazioni per la nostra stessa sopravvivenza. La deforestazione, ad esempio, non solo riduce l’habitat per molte specie, ma destabilizza anche l’intero ecosistema, rendendo più difficile per l’umanità sostenere le sue necessità alimentari e idriche. Inoltre, la diminuzione della biodiversità può portare a un aumento delle malattie, anche con potenziale pandemico.

Un futuro da riscrivere

Sebbene la situazione attuale sia grave, non è ancora troppo tardi per agire. La sesta estinzione di massa può ancora essere fermata se l’umanità decide di prendere sul serio la sua responsabilità. Gli autori dello studio esortano a una mobilitazione globale per proteggere la biodiversità, sottolineando l’importanza di concentrare gli sforzi nelle aree tropicali, dove la minaccia è particolarmente acuta.

È giunto il momento di riconsiderare le nostre azioni e di lavorare insieme per garantire un futuro sostenibile per tutti gli abitanti del nostro pianeta.

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