Europa: approvata per la prima volta la vendita di insetti per l’alimentazione umana

Dopo l'approvazione dell'Efsa al consumo umano di insetti, la Commissione Europea ha dato il via libera alla loro commercializzazione sotto forma di "snack", come farina o all'interno di altre preparazioni.

Via libera dell’Unione Europea alla vendita a uso alimentare delle tarme della farina: l’approvazione arriva dopo che l’Efsa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, quattro mesi fa ha dato il via libera al consumo del Tenebrio molitor, meglio noto come larva gialla della farina, classificandolo come nuovo alimento. In tutti gli Stati dell’Unione, tra qualche mese gli insetti potranno essere disponibili al supermercato e nei ristoranti – essiccati, da consumare come “snack”, ridotti in farina oppure come ingrediente di varie preparazioni.

È la prima volta che l’Europa si pronuncia favorevolmente in questo senso, dando l’ok per la vendita di questa tipologia di novel food. A normare l’immissione degli insetti sul mercato alimentare europeo è il regolamento sui nuovi cibi, del 15 maggio 1997. Quest’ultimo prevede una prima valutazione tecnica da parte dell’Efsa che deve concludere, com’è successo in questo caso lo scorso gennaio, che il prodotto in esame non comporta rischi per la salute umana. A quel punto tocca all’autorizzazione da parte del Comitato permanente su piante, animali, alimenti e mangimi (Scopaff), che riunisce i rappresentanti degli Stati membri ed è presieduto da un esponente della Commissione. Il 3 maggio scorso è stato dato parere favorevole sul progetto di atto giuridico che autorizza l’immissione sul mercato, come nuovo alimento, del verme della farina gialla essiccato.

I nuovi alimentisi legge sul sito della Commissione Europea – sono definiti come alimenti che non sono stati consumati in misura significativa dagli esseri umani nell’UE prima del 15 maggio 1997, quando è entrato in vigore il primo regolamento sui nuovi alimenti. Sebbene esistano prove aneddotiche di insetti consumati come cibo in passato, nessuno Stato membro ha confermato il consumo umano in misura significativa prima del 15 maggio 1997 per alcuna specie di insetti”.

Insetti: sono davvero la soluzione ai cambiamenti climatici?

La possibilità di cibarsi di insetti – che rappresentano un alimento tradizionale in molte culture – divide l’opinione pubblica occidentale già da diverso tempo, tra coloro che li considerano “la carne del futuro” e chi ne è semplicemente disgustato. Questi insetti in particolare sono considerati una fonte di grassi, proteine e fibre e, secondo gli esperti dell’Efsa – che stanno valutando altre 11 domande sugli insetti come alimenti – il loro consumo è sicuro per tutta la popolazione. L’unica riserva riguarda le persone allergiche ai crostacei e agli acari della polvere.

Come si legge sul sito della Commissione Europea, gli insetti sono un ottimo “alimento alternativo” alle proteine di origine animale convenzionali. Incentivarne le vendite ha lo scopo di ridurre le emissioni legate agli allevamenti, fornendo al contempo una soluzione ai problemi di approvvigionamento legati all’aumento della popolazione globale. Nonostante questo, gli esperti hanno più volte sottolineato che potrebbe essere necessario tempo e fatica per rendere accettabile agli europei l’idea di mangiare insetti.

Ed è proprio questo il punto: l’alimentazione è soprattutto un fattore culturale, legato a tradizioni, usanze e convinzioni, spesso retaggio di un passato lontano e difficile da modificare. Come tale, quindi, deve essere trattato. La questione non è (o non dovrebbe essere) legata a quanto e quando gli europei saranno disposti a mangiare insetti per salvare il pianeta. Né dovrebbe esistere una sorta di “opera di convincimento” che spinga le persone a credere che gli insetti siano buoni e salutari per l’uomo e l’ambiente.

L’alternativa esiste già

Come Osservatorio, crediamo che lo shift dei consumi in chiave vegetale sia la soluzione per risolvere i problemi legati all’attuale sistema alimentare. Viviamo in un momento di crisi ambientale senza precedenti, e sono decine gli studi scientifici hanno dimostrato come una dieta plant-based sia l’unica realmente sostenibile a livello ambientale. Di recente, abbiamo parlato in un articolo del boom di consumi delle “proteine alternative”, che da prodotto di nicchia sono ormai considerate dagli esperti il cibo del futuro. Di queste, la maggior parte è di origine vegetale, insieme a quelle derivanti da microrganismi.

Dobbiamo davvero portare le persone a vincere il disgusto per un alimento che non ha mai fatto parte della nostra cultura alimentare, quando ci sono decine di alimenti vegetali da cui trarre tutti i nutrienti necessari, e il cui impatto ambientale è minimo? Allevare animali al solo scopo di sfruttarli, ucciderli e mangiarli è una delle grandi distorsioni dell’etica del nostro tempo, e ovviamente vale anche quando si parla di insetti. La soluzione per un sistema alimentare sostenibile esiste già, ed è l’alimentazione plant-based. Tutto il resto, secondo noi, è contraddittorio e insensato.

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