Food 2021: su cosa punterà il mercato?

Gli esperti non hanno dubbi: complice la pandemia che ha stravolto le abitudini di consumo della popolazione mondiale, il 2021 sarà caratterizzato da un’alimentazione più consapevole e stili di vita più sani.

L’emergenza sanitaria sta segnando una cesura netta rispetto al “prima” e avrà ripercussioni a lungo termine anche nel prossimo futuro. Il lockdown dei primi mesi del 2020 ha visto molti Paesi – tra cui anche l’Italia – protagonisti di dinamiche di consumo dominate da un “effetto stock” senza precedenti, che ha portato a un incremento esponenziale della vendita di alcuni alimenti in particolare. Impossibile dimenticare la corsa all’acquisto di lievito e farina che ha caratterizzato le prime settimane di blocco totale delle attività: in Italia i consumatori, costretti tra le mura domestiche, si sono riscoperti amanti della panificazione, dell’arte della pizza e della pasticceria. In particolare, il report Coop aveva registrato un incremento delle vendite di lievito di birra del +203% (contro un +117% delle prime tre settimane di lockdown), tanto che le aziende sono state impegnate a ritmi serrati nella produzione di lievito, con l’obiettivo di soddisfare la domanda dei consumatori. Proprio in virtù di un ritorno alla produzione di panificati home-made, anche i consumi di farina sono saliti alle stelle: il report pubblicato il 2 aprile 2020 riporta che l’acquisto di farina è salito a +205% (era +114% nelle prime tre settimane di pandemia).

Un italiano su tre, però, durante il primo lockdown ha scelto anche di consumare più frutta e verdura, generando un aumento del valore delle vendite pari al 15,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: è  quanto emerso dal focus sui consumi domestici di ortofrutta dell’osservatorio “THE WORLD AFTER LOCKDOWN” a cura di Nomisma e CRIF, che ha analizzato l’impatto della pandemia Covid-19 sulle vite dei cittadini. Secondo la rilevazione, si tratta di dinamiche che riflettono ciò che accade all’intero paniere alimentare, mentre si è assistito a un calo diffuso per le spese rimandabili quali abbigliamento (38%) e arredamento (35%).

Sicuramente i trend del futuro dipenderanno dall’andamento della pandemia. Come Osservatorio, abbiamo monitorato le pubblicazioni di grandi colossi alimentari e del largo consumo – come Whole Foods e Kroger – ma anche previsioni in ambito finanziario da parte di Forbes, rilevando quelle che dal nostro punto di vista saranno con maggiore probabilità le tendenze in ambito food nel 2021.

I 5 trend su cui il mercato del food punterà in questo 2021

Alimentazione vegetale

Il 2020 è stato l’anno dell’ascesa del veganismo a livello globale, complice la pandemia e una maggiore consapevolezza dei consumatori del legame tra alimentazione e salute. Con il crollo dei consumi di carne legati alla paura di una connessione tra consumo di prodotti animali e diffusione del Coronavirus, abbiamo assistito a un’impennata degli acquisti di proteine vegetali, con un vero e proprio boom degli analoghi della carne, tra nuovi lanci sul mercato e innovazioni in ambito tecnologico. Non stupisce quindi che Kroger individui l’alimentazione plant-based tra i prossimi trend in ambito alimentare. Vedremo ancora “carne” e “formaggi” vegetali tra i protagonisti del mercato globale, ma è previsto anche un aumento delle innovazioni che verranno proposte in alternativa a prodotti come uova e burro, in un susseguirsi di lanci da parte dei grandi player del mercato.

Benessere e sistema immunitario

Il 2021 sarà caratterizzato da una particolare attenzione alla salute e al benessere, e secondo Whole Foods questo coinciderà anche con un aumento del consumo dei cosiddetti “superfood”: alimenti – quasi sempre di origine vegetale – che vantano proprietà benefiche per la salute, derivanti da una particolare caratteristica nutrizionale o da un’eccezionale densità di nutrienti. In linea generale, aumenterà il consumo di alimenti considerati “curativi” e in grado di rafforzare il sistema immunitario; via libera anche a integratori di vitamine ed elementi funzionali per aiutare a distendere i nervi.

Riduzione degli sprechi

Se il concetto di sostenibilità (in ogni contesto) ha permeato tutto il 2020, sicuramente il 2021 dovrà continuare questo cammino virtuoso, per il quale – a ben vedere – c’è ancora parecchia strada da fare. In generale si assisterà a un tentativo da parte delle aziende di utilizzare, negli alimenti confezionati, ingredienti che un tempo sarebbero andati sprecati. Bucce, gambi e semi di frutta e verdura saranno i protagonisti di questa lotta allo spreco, in prodotti innovativi per il mercato.

Ascesa e riscoperta dei ceci

Non solo hummus: i ceci saranno tra i protagonisti indiscussi del 2021, grazie alla loro versatilità e all’elevato contenuto di proteine vegetali; una combinazione perfetta per rispondere alla domanda di prodotti plant-based innovativi e allo stesso tempo a base di ingredienti semplici. Secondo Whole Foods, assisteremo al consolidamento delle vendite di prodotti come hummus, falafel e pasta di legumi, ma anche al lancio di novità come il tofu o tempeh a base di ceci.

Climate diet (la dieta che deriva da una maggiore consapevolezza dell’impatto climatico)

I cambiamenti climatici sono ormai un fenomeno tristemente noto, come lo è la loro connessione con il nostro sistema alimentare. Per questo motivo, gli esperti ritengono che il 2021 sarà l’anno in cui prenderà piede una maggiore consapevolezza dell’impatto ambientale dei cibi, e la conseguente propensione per il consumo di prodotti di origine vegetale. Un approccio non drastico, che non stravolgerà completamente le abitudini di consumo, ma che potrà contribuire attivamente alla riduzione dell’impatto sul clima.

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