Francia: stop agli animali nei circhi e nei delfinari, vietata anche la vendita di cani e gatti nei negozi

La Francia è al lavoro per migliorare il benessere animale, con un disegno di legge che riguarderà gli animali selvatici e quelli domestici: tra le novità, il divieto di vendere cuccioli nei negozi e di coinvolgere gli animali selvatici negli spettacoli circensi.

Svolta storica in Francia, dove da poco il Governo ha approvato una serie di riforme che riguardano il benessere animale: tra le nuove misure, anche lo stop alla presenza di animali selvatici nei circhi itineranti entro 7 anni, il divieto di detenzione di cetacei nei delfinari entro 5 anni e quello di allevamento di visoni americani e altre specie per la produzione di pellicce.

Ma non è tutto: il nuovo disegno di legge si occuperà anche degli animali domestici, vietando la vendita di cuccioli di cane e gatto nei negozi entro il 2024, ed espandendo i controlli anche online, per contrastare il traffico illegale di animali e gli acquisti d’impulso. In generale, in Francia i riflettori sembrano puntati sulla necessità di agire su più fronti a tutela degli animali, tanto che questa decisione arriva dopo la creazione dell’Osservatorio per la Protezione degli Animali e lo stanziamento di 15 milioni di euro per sostenere 300 rifugi.

Il nuovo disegno di legge riguarderà anche gli animali negli allevamenti: dopo il divieto di uccidere i pulcini maschi che entrerà in vigore in Francia da gennaio (prima in UE insieme alla Germania), il Governo metterà fine anche alla castrazione dei suini vivi, creando poi la figura di un referente per il “benessere animale” che dovrà essere nominato in ogni allevamento a partire dal 1 gennaio 2022, in modo da vigilare sull’effettivo rispetto delle norme.

Tra le misure principali del disegno di legge, troviamo:

  • Divieto di vendita di cuccioli di cane e gatto nei negozi di animali dal 1 gennaio 2024 e divieto di esposizione di animali nelle vetrine dei negozi;
  • Supervisione della vendita di animali online per contrastare il traffico illecito di animali e gli acquisti “d’impulso”;
  • Istituzione di un certificato di conoscenza prima dell’acquisizione di un animale domestico, che menzionerà le esigenze specifiche dell’animale per evitare l’acquisto per capriccio;
  • Inasprimento delle pene applicabili in caso di gravi abusi e atti di crudeltà verso un animale, e in caso di abbandono;
  • Fine dello sfruttamento commerciale delle specie selvatiche , vietandone l’acquisizione e la riproduzione entro 2 anni e la loro presenza nei circhi itineranti entro 7 anni;
  • Divieto di detenzione di cetacei nei delfinari entro 5 anni;
  • Divieto di allevamento di visoni americani e animali di altre specie allevati esclusivamente per la produzione di pellicce.

Nonostante l’entusiasmo per questa notizia, le associazioni animaliste e numerosi cittadini sollevano una questione non da poco per quanto riguarda i circhi: senza un regolamento comunitario, la normativa francese sarà efficace? Ricordiamo infatti che i circhi si spostano in tutta Europa e gli animali selvatici che si esibiscono vengono trasportati attraverso gli Stati membri: “Ecco perché chiediamo un divieto a livello europeo, poiché i divieti a livello nazionale non impediranno questi movimenti con tutti i relativi rischi per la salute e la sicurezza, e le difficoltà per gli animali”, hanno spiegato i portavoce della campagna Stop Circus Suffering.

Sicuramente accogliamo questa notizia con entusiasmo, e apprezziamo che la questione sia sempre più esaminata e discussa, ma è solo un piccolo passo verso un mondo più giusto. A quando la svolta anche in Italia?

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