Frutti di mare vegan: la tendenza alimentare del prossimo futuro?

Dopo l'aumento delle richieste di "carne" vegetale a livello globale, si registra un'impennata della domanda di "frutti di mare vegani": ancora in fase di sperimentazione da parte di alcune aziende, potrebbero rivoluzionare presto il mercato alimentare mondiale.

Le frontiere della produzione di alimenti plant-based innovativi si allargano, e il trend del momento sembrano essere i frutti di mare vegani: cozze, vongole, ricci e gamberetti realizzati partendo da ingredienti di origine vegetale, cercando però di replicare gusto, aspetto e consistenza di quelli reali. Parliamo di un trend ancora in fase di “sperimentazione” (occupa per ora solo l’1% del mercato dei prodotti vegetali), ma una cosa è certa: la domanda di questi prodotti sta aumentando costantemente, tanto che la ricerca e lo sviluppo continuano da parte di grandi aziende e piccole start-up, tutte unite nella ricerca di alternative plant-based che possano soddisfare le richieste di mercato.

Sì, perché esattamente come sta avvenendo in questo periodo con la “carne vegetale” – per la quale si sta assistendo a un aumento della domanda – anche per i prodotti ittici i consumatori cercano alternative vegetali: le motivazioni sono legate soprattutto alle preoccupazioni per l’ambiente e al timore per la salute legato al contenuto di mercurio di alcuni pesci. Tra le aziende impegnate in quella che potremmo definire la sfida alimentare del prossimo futuro, ce n’è una che sembra molto vicina a ottenere risultati concreti: si chiama Growthwell Foods e lavora per creare cibo plant-based sostenibile, tra cui anche i primi “frutti di mare di ceci“, per la cui produzione ha da poco annunciato di aver raccolto 8 milioni di dollari.

La società – il cui motto è “rendiamo il vegetale il new normal“, prevede di utilizzare come ingrediente dei propri frutti di mare un ritrovato alimentare attualmente unico al mondo: parliamo di ChickP, il primo isolato di ceci composto al 90% da proteine e dal sapore totalmente neutro, prodotto dall’omonima start-up israeliana di tecnologia alimentare. In più, la società utilizzerà i fondi raccolti per aprire un centro di ricerca e sviluppo a Singapore, sede dell’azienda la cui struttura includerà anche una linea di produzione completamente automatizzata per la produzione di frutti di mare e altri prodotti a base di “carne” vegetale. “Miriamo a capitalizzare la crescente domanda globale di alternative a base vegetale nei settori della carne e dei frutti di mare. – ha dichiarato il direttore esecutivo di Growthwell Justin Chou in una nota – La recente pandemia di Covid-19 ha rivelato le vulnerabilità delle nostre catene di approvvigionamento alimentare“.

Non solo frutti di mare

Se quello dei “frutti di mare vegan” sembra essere il trend del prossimo futuro, non bisogna dimenticare che già alcune aziende hanno intercettato le richieste di mercato in questo campo, producendo alternative plant-based al pesce che risultino più sostenibili a livello ambientale ed etico. Tra queste c’è Impossible Foods, famosa per il suo Impossible Burger e ora impegnata nella creazione del sapore del pesce usando il famoso ingrediente eme, che contribuisce a dare sapore alla carne agli Impossible Burger, in quello che verosimilmente sarà l’Impossible Fish. Atlantic Natural Foods, invece, ha il suo marchio di “tonno vegano” sostenibile: si chiama “Tuno”, è ricco di proteine e riproduce il sapore del tonno “reale”.  Anche Nestlé, la più grande multinazionale alimentare al mondo, ha captato l’andamento del mercato, e ha da poco annunciato di voler presto commercializzare un’insalata di tonno vegan.

Ma non è tutto, perché la rivoluzione delle alternative ai prodotti ittici non si ferma ai prodotti plant-based che ne riproducono sapore e consistenza: come riportato anche da Forbes poco tempo fa e come accade già da tempo per la cosiddetta “carne pulita”, ci sono aziende che puntano a riprodurre il pesce – e in particolare il tonno – in laboratorio, con l’obiettivo di creare un prodotto più sostenibile ed economico rispetto al prodotto di origine animale. In questo non si tratta di una “imitazione” a base vegetale, ma di vere e proprie cellule animali coltivate in vitro per ottenere carne o pesce reali, senza però l’uccisione di animali.

Tra le aziende che puntano a questo mercato troviamo la start up Finless Foods, il cui obiettivo in particolare è fornire ai consumatori un’alternativa più sana e più economica rispetto al tonno rosso. Anche se dal nostro punto di vista quello della carne e del pesce in vitro sono uno step intermedio e non il proposito finale, va da sé che si tratti di innovazioni di importanza fondamentale per raggiungere l’obiettivo di un’alimentazione 100% vegetale diffusa globalmente.

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