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In Germania il consumo di carne è ai minimi storici

Il 2022 segna il minimo storico di consumo di carne in Germania da quando si registra tale dato (1989): il 55% dei tedeschi si definisce flexitariano mentre la popolazione "vegetariana" è in crescita, con il 10% dei tedeschi a rinunciare totalmente alla carne.

In Germania, a tavola, i tedeschi portano sempre meno carne, tanto che si è appena toccato il minimo storico di consumo di questo alimento da quando sono state avviate le registrazioni delle abitudini di consumo, ossia da quando il Paese è stato unificato.

Un dato incoraggiante, che segnala la volontà del popolo tedesco di compiere un passo in avanti etico non solo lungimirante, ma anche urgente per questioni etiche e ambientali.

Germania: consumo di carne in picchiata negli ultimi anni

A rivelare questi dati è stato il Ministero dell’Agricoltura tedesco, che dal 1989 registra ogni anno le abitudini di consumo della popolazione per studiare trend e variazioni in ambito alimentare. Nel 2022, la ricerca stima che il consumo di carne a persona in Germania si è attestato a 52 kg (115 libbre), mentre solo 5 anni fa la cifra registrata era di 61 kg di carne a persona.

Il dato 2022, come si accennava, risulta il più basso di sempre da quando vengono raccolti dati sui consumi alimentari in Germania, a segnalare come nonostante una cucina tradizionale molto basata su carne e derivati animali, i tedeschi stiano scegliendo di distaccarsi da abitudini che ritengono poco etiche e poco consapevoli a livello sostenibile. Si pensa infatti che almeno il 10% della popolazione tedesca sia oggi almeno vegetariana, con un 3,8% di persone ad astenersi anche da qualsiasi tipo di derivato animale. Numeri in costante aumento e che fanno il pari con la consapevolezza di dover attuare un cambio di mindset e di abitudini in ambito alimentare che in Germania sembra esser stato recepito.

Il 55% dei tedeschi si riconosce almeno come flexitariano

Oltre alle persone che si riconoscono nello spettro veg, i dati relativi alla Germania parlano anche della popolazione vegana pro capite più alta di tutta Europa, ma non solo: il 55% dei tedeschi oggi si riconoscerebbe come flexitariano, continuando sì a mangiare carne e derivati animali, ma riducendo drasticamente il loro consumo.

Chiaramente, questi dati si accompagnano anche alla crescita e alla popolarità del mercato vegan tedesco. Secondo l’Ufficio Federale di Statistica di Berlino (Destatis), solo nel 2021 le aziende tedesche hanno registrato un +17% di produzione di alimenti vegan rispetto all’anno precedente, nonché del +62% rispetto al 2019. Numeri che fanno ben sperare e che dimostrano come la tradizione, se non più sostenibile e applicabile a nuovi bisogni, consapevolezze e ai tempi che cambiano, sia da ripensare o da ridimensionare rispetto a questioni ben più impellenti: che sia ora di guardare verso Nord e prendere ispirazione da Berlino, Monaco e Francoforte?

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