Mercati: in Germania nel 2020 picco della richiesta di prodotti plant-based, in calo la produzione di carne

I dati sono stati forniti in questi giorni dall'Ufficio federale di statistica tedesco, e rispecchiano la situazione sui mercati internazionali: spopolano le alternative alla carne, che da nicchia diventano il "new normal".

Plant-based food sales soared 90% in peak panic-buying period | Supermarket News

In Germania, il consumo delle alternative vegane batte quello di carne e derivati: ad affermarlo sono i dati rilasciati in questi giorni da Destatis, Ufficio federale di statistica del Paese. I numeri parlano di un 2020 in cui le aziende tedesche hanno prodotto quasi il 39% in più di sostituti della carne rispetto all’anno precedente: la produzione è passata da poco meno di 60,4 mila tonnellate a ben 83,7 mila tonnellate. Il valore degli alimenti alternativi è passato da poco più di 333 milioni di dollari a 456,7 milioni di dollari (+ 37%) rispetto allo stesso periodo del 2019.

A fronte di questo aumento della produzione plant-based, il mercato della carne in Germania sta affrontando un periodo complesso, con un calo della produzione del 4% rispetto all’anno precedente. La conseguenza è un calo del valore di questo mercato, che nel 2020 è stato calcolato a 46,8 miliardi di dollari, in calo rispetto al 2019, quando il settore ha raggiunto i 48,8 miliardi di dollari (il valore più alto raggiunto negli ultimi 10 anni). Gli esperti sottolineano che, nonostante queste oscillazioni, il valore del settore della carne rimane enormemente più alto rispetto a quello del mercato plant-based; detto questo, è chiaro comunque che stiamo assistendo a uno shift dei consumi in chiave vegetale, in Germania come nel resto del mondo.

Un fenomeno iniziato ormai da tempo, ma che ha ricevuto con la pandemia una forte accelerazion e la spinta per diventare globale: gli esperti affermano che oggi le preoccupazioni dei consumatori sulla sicurezza alimentare e il desiderio di condurre stili di vita più sani e sostenibili, siano il vero motore dei consumi alimentari in chiave vegetale.

Infografik Fleischproduktion Deutschland EN
Infografica che mostra la situazione del mercato della carne e delle sue alternative in Germania (NB: i valori sono calcolati in euro)

Proteine alternative: il 2020 l’anno del boom

Ormai gli esperti non hanno dubbi: le alternative plant-based, in pochissimo tempo, sono passate da essere prodotti di nicchia a rappresentare il cibo del futuro. La fake meat e le altre alternative vegetali ai prodotti animali stanno vivendo un vero e proprio boom di consumi, che ha visto con lo scoppio della pandemia il suo picco, ma che è destinato ad aumentare nei prossimi anni. Ad affermarlo è uno studio del Boston Consulting Group (BCG)Food for Thought. The Proteine Transformation, che illustra chiaramente l’evoluzione dei consumi e del concetto di “proteine”, che negli ultimi anni sono sempre più spesso alternative a quelle animali. Il report del BCG rivela che nel 2020 sono state consumate a livello globale 13 milioni di tonnellate di proteine ​​alternative, e le stime prevedono una crescita ulteriore nei prossimi anni. Il consumo dei prodotti alternativi a quelli animali aumenterà di più di sette volte entro il 2035, arrivando a 97 milioni di tonnellate all’anno.

Dello stesso parere anche gli esperti del Good Food Institute, che in due recenti report hanno evidenziato il successo dei prodotti alternativi a quelli di origine animale, ma anche qualcosa in più: nel 2020 molti produttori si sono avvicinati come mai prima d’ora alla competitività di prezzo con carne e derivati. Per esempio, Impossible Foods ha diminuito di circa il 15% il prezzo dei suoi prodotti, mentre Beyond Meat ha avvicinato il prezzo dei suoi hamburger classici a quello degli hamburger di manzo (6,40 dollari per libbra contro i 5,26 dollari per libbra). Si tratta ovviamente di un passaggio cruciale, visto che uno dei maggiori ostacoli alle vendite della fake meat è proprio il prezzo.

Leggi anche: Case Study: Food Evolution, pioniera della fake meat in Italia

Questo successo non riguarda però solo le alternative vegetali, perché il 2020 è stato un anno strategico anche per la carne coltivata: non solo sono nate numerose realtà che lavorano per produrla, ma i finanziamenti a queste attività hanno rappresentato il 14% degli investimenti totali nel settore delle proteine alternative, esattamente il doppio rispetto al 2019. Ovviamente non siamo di fronte a un prodotto vegetale, ma a vera e propria carne creata in vitro, partendo da cellule animali; non un prodotto vegano, ma sicuramente un primo compromesso per arrivare all’eliminazione della carne convenzionale dal sistema alimentare globale. Per saperne di più: Carne coltivata: nel 2020 boom di finanziamenti; verso la competitività di prezzo?

E in Italia?

Anche l’Italia sta affrontando un cambiamento nelle abitudini dei consumatori: i dati Eurispes 2021 dicono che i vegani sono aumentati del 9% rispetto al 2020 e, secondo Nomisma, l’81% degli italiani consuma almeno una porzione di frutta o verdura al giorno, mentre nel resto d’Europa abbraccia questa buona abitudine solo il 64% dei consumatori.

Quello dell’aumento dei vegani è sicuramente un dato incoraggiante, perché va di pari passo con la necessità da parte dei consumatori di muoversi verso un’alimentazione più sana e sostenibile. Le conseguenze del consumo di carne e derivati animali continuano, infatti, ad avere un impatto che non si può trascurare. Un report realizzato per LAV da Demetra, società che si occupa di ricerca scientifica e sostenibilità, analizza i costi “nascosti” del consumo di carne in Italia, che vanno ben oltre il prezzo riportato in etichetta. Gli italiani pagano 36,6 miliardi di euro per i danni causati alla salute pubblica e all’ambiente, indipendentemente che scelgano o meno di consumare carne e derivati.

I cittadini italiani pagano ogni anno un costo che varia da un minimo di 6,3 miliardi di euro (pari a 105 euro annui per abitante) a un massimo di 43,2 miliardi di euro (ovvero 714 euro all’anno per ogni abitante) solo per risanare i danni ambientali causati dal consumo di carne. Per approfondire: Consumo di carne e malattie: ogni anno gli italiani perdono 2,3 giorni di vita in salute

Per saperne di più

Il fenomeno del passaggio alle alternative ai prodotti di origine animale, sia esso per motivazioni etiche, di sostenibilità ambientale o legate alla salute, è ampio e sfaccettato. Come Osservatorio, lo abbiamo affrontato più volte da più punti di vista differenti, e proponiamo di seguito una serie di articoli per saperne di più:

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