Giornata mondiale della pasta

World Pasta Day: riscrivere la tradizione in chiave vegetale si può (e si deve)

Nella Giornata Mondiale della Pasta vogliamo puntare i riflettori sulla necessità di un cambiamento nei paradigmi alimentari e di uno shift dei consumi in chiave vegetale che potrebbe partire, perché no, da uno dei piatti più amati di sempre.

La pasta è uno dei piatti più noti e amati al mondo nonché uno dei simboli del nostro Paese e oggi, come ogni anno, la si celebra a livello globale. In occasione della Giornata Mondiale della Pasta, promossa da Unione Italiana Food e International Pasta Organization, vogliamo puntare i riflettori sull’importanza del cambiamento, ma anche tornare su una delle questioni più spinose (per molti) della scelta veg: perché i vegani osano parlare di carbonara o di pasta al ragù vegan?

Ormai da qualche tempo la pasta è protagonista di un tip sulla sostenibilità che ne prevede la cottura a fuoco spento, e questo rende evidente che sì, anche (e soprattutto) in cucina è necessaria una svolta in chiave sostenibile. Questa, inevitabilmente, coincide con il passaggio a un’alimentazione a base vegetale, come ormai studiosi, atenei e ricercatori di tutto il mondo hanno stabilito da tempo.

Giornata Mondiale della Pasta tra tradizione e innovazione

E qui tocchiamo il tasto dolente: occhio a non dare ai piatti vegan nomi che richiamino piatti della tradizione, pena discussioni infinite con i “puristi”. Eppure, viviamo in un’epoca di cambiamenti e arriva il momento in cui alcune tradizioni possono e devono essere reinventate. Oltre al fatto che molte ricette sono già vegan nella versione originale (come la pasta al pomodoro o gli spaghetti con aglio, olio e peperoncino), è tutta una questione di riconoscibilità e legittimazione delle alternative vegetali. I vegani combattono la sostanza dei piatti, non il sapore: lo sfruttamento animale e non il gusto dei piatti onnivori e questo ovviamente vale anche quando si parla di pasta.

Mai come in questo periodo storico abbiamo bisogno di una rivoluzione dei consumi in chiave vegetale, che può iniziare proprio da uno dei piatti più amati di sempre: la pasta. Il mercato offre ormai decine di ingredienti e condimenti vegan che permettono di cucinare ricette della tradizione, e questo non deve essere visto come un “affronto” o una provocazione: le tradizioni si possono riscrivere alla luce di nuove consapevolezze e nuovi paradigmi, senza per questo allontanarsi dalla propria cultura e dalle proprie radici, anzi: si tratta di celebrarla e portarla verso nuovi, più etici traguardi.

Leggi anche: Perché i vegani usano i nomi di piatti o prodotti di origine animale?

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