giornata mondiale delle uova

Giornata mondiale delle uova: 41 milioni di ragioni per non celebrarla

Oltre il guscio: la verità nascosta dietro l'industria avicola e la necessità di alternative etiche.

La Giornata Mondiale delle uova è un’occasione che molti utilizzano per celebrare questo alimento. Tuttavia, dietro la semplice uova da cucina si nasconde una realtà ben più complessa e spesso sconcertante. Secondo l’ultimo report di Ismea Mercati, la popolazione totale in Italia è di circa 41 milioni di galline ovaiole, che rappresentano l’11% delle galline dell’UE. Questo dato, da solo, offre una prospettiva chiara sulla vastità dell’industria delle uova e sulle sue implicazioni etiche.

L’Oscura realtà dell’industria delle uova

Oltre la metà delle galline allevate in Italia per le loro uova rientrano nel sistema dell’allevamento in gabbia, probabilmente uno dei peggiori in assoluto. Migliaia e migliaia di galline ammassate in spazi piccolissimi, chiuse in batterie talmente anguste da non permettere loro nemmeno di spiegare le ali.

Spesso, per sfruttare al meglio lo spazio, le gabbie sono disposte su più piani all’interno di enormi hangar. Come riporta Essere Animali, quasi sempre le galline soffrono di anemia legata alla mancanza di luce solare. Inoltre, ogni giorno muoiono decine di galline, spesso lasciate a stretto contatto con gli animali vivi che cannibalizzano i cadaveri. Queste condizioni creano problemi sanitari e influenzano negativamente il benessere animale.

Ma la crudeltà non si ferma qui. Una pratica comune in molti allevamenti è il taglio del becco, effettuato senza anestetici, per prevenire comportamenti aggressivi tra le galline stesse, causati dalle condizioni di stress e sovraffollamento. Questo intervento doloroso e invasivo ha gravi ripercussioni sul benessere fisico e psicologico degli animali.

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Il prezzo della produzione

Lo sfruttamento eccessivo delle galline ha un prezzo tangibile. In allevamento, ogni gallina produce circa 300 uova in un anno, contro le 100 o meno che produrrebbe in un contesto naturale. Questo ritmo frenetico accorcia l’aspettativa di vita di questi animali, che in natura vivrebbero fino a 8 anni, ma che in allevamento vengono mandate al macello prima dei due anni, quando la loro produttività inizia a calare.

Il destino dei pulcini maschi

Solo sul territorio europeo, ogni anno vengono uccisi 260 milioni di pulcini maschi subito dopo la schiusa. Questi pulcini sono considerati “inutilizzabili” – perché maschi o perché inadeguati alla crescita ai ritmi dell’allevamento – e vengono gassificati, soffocati o gettati all’interno di macchinari che li triturano ancora vivi. Mentre si studiano alternative per evitare questa mattanza, Germania e Francia hanno già agito, ed entro il 2022 diventeranno i primi due Paesi al mondo a vietare l’uccisione dei pulcini maschi negli allevamenti.

Il mercato delle alternative vegan

Il consumo di uova è incompatibile con la filosofia di vita vegan. L’industria globale dei sostituti dell’uovo avrà un valore di $1,6 miliardi entro il 2028, rispetto ai $980 milioni del 2018. Si prevede che i produttori di prodotti da forno e altri alimenti a base di uova cominceranno a considerare l’utilizzo di alternative vegane per ridurre i costi e anticipare la graduale transizione dei consumatori verso gli alimenti a base vegetale. Numerose aziende in questo momento stanno guidando l’innovazione, offrendo prodotti vegan che sostituiscono le uova in modo efficace e gustoso.

Con 41 milioni di ragioni, basate sul numero di galline ovaiole in Italia, è tempo di riconsiderare le nostre scelte e cercare alternative più compassionevoli e sostenibili.

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