Good Food Institute: nel 2020 boom di vendite per i prodotti plant-based negli USA

La pandemia ha contribuito ad accelerare un processo già in atto da tempo: i consumatori scelgono sempre di più e sempre più spesso alimenti vegetali al posto di quelli animali, e il 2020 negli Stati Uniti è stato un anno da record per le vendite nel settore.

Nel 2020, il 57% delle famiglie negli Stati Uniti ha acquistato alimenti vegetali alternativi a carne, uova e latticini, contro il 53% del 2019: ad affermarlo è un report stilato dal Plant Based Foods Association – che conduce ricerche per comprendere meglio la crescita le mercato degli alimenti a base vegetale – insieme a The Good Food Institute. I dati sono inequivocabili: lo scorso anno, le vendite al dettaglio di alimenti a base vegetale negli USA hanno continuato ad aumentare, crescendo del 27% e portando a un valore di 7 miliardi di dollari il mercato dei prodotti plant-based. Ma non è tutto, perché i dati mostrano come l’ascesa di questo settore sia costante in tutta la nazione, con una crescita di oltre il 25% in ogni regione censita.

Secondo gli esperti, le vendite di alimenti a base vegetale sono aumentate del 43% negli ultimi due anni, nove volte più velocemente delle vendite totali nel settore alimentare. Basti pensare che, nel 2020, più di 71 milioni di famiglie statunitensi hanno acquistato alimenti plant-based, considerati buoni e più salutari rispetto a quelli animali. Un dato interessante riguarda l’atteggiamento dei consumatori rispetto a questa tipologia di prodotti: il 77% ha dichiarato di aver acquistato almeno un alimento a base vegetale negli ultimi sei mesi; di questi, il 30% lo ha fatto spinto dalla pandemia.

Da una parte, c’è la volontà di aumentare il consumo di cibi considerati utili per rafforzare il sistema immunitario; dall’altra, l’impossibilità di mangiare fuori casa e il tempo a disposizione per stare ai fornelli portano a sperimentare nuove ricette, con nuovi ingredienti. Quasi il 90% dei consumatori ha affermato che questi cambiamenti nel proprio stile alimentare saranno permanenti. Gli esperti sottolineano comunque che il passaggio dei consumatori agli alimenti vegetali è stato accelerato dalla pandemia, ma è iniziato prima e continuerà anche post Covid-19. La salute personale, la sostenibilità, la sicurezza alimentare e la questione etica sono fattori combinati, che spingono verso l’acquisto delle alternative vegetali.

Focus on: la vendita al dettaglio nel 2020

Il latte vegetale è l’alternativa plant-based più acquistata in assoluto, tanto che da sola rappresenta il 35% del mercato totale degli alimenti a base vegetale, con un valore di 2,5 miliardi di dollari. Ad oggi, viene acquistato abitualmente dal 39% dei consumatori americani – anche onnivori – e, nei negozi di alimentazione naturale, rappresenta il 45% del totale dei prodotti venduti nel reparto del latte. Degno di nota, è il fatto che il latte vegetale sia venduto sempre accanto a quello vaccino, esattamente dove i consumatori si aspettano di trovarlo.

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Parlando di carne vegetale, uno dei simboli della rivoluzione meat-free nel mondo, sappiamo come le vendite siano cresciute in maniera esponenziale durante la pandemia: ha inciso soprattutto la preoccupazione di una connessione tra il consumo di carne e il contagio da Coronavirus. Secondo i dati del GFI, il mercato della carne vegetale ha raggiunto un valore di 1,4 miliardi di dollari nel 2020, con vendite in crescita del 45%. Il confronto con la carne “tradizionale” rende l’idea del cambiamento: le vendite di carne vegetale sono cresciute due volte più velocemente rispetto alla controparte animale, e oggi rappresenta il 2,7% delle vendite totali del comparto. In generale, il 18% dei consumatori negli USA la acquista, e di questi ben il 63% lo fa ormai abitualmente. Degna di nota è anche l’attenzione per il pesce vegetale: anche se il mercato è ancora in espansione, nel 2020 ha raggiunto un fatturato di 12 milioni di dollari, in crescita del 23% rispetto all’anno precedente.

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Per finire, l’analisi si concentra su altre categorie di prodotti, come ad esempio tofu e tempeh. Le vendite di questi prodotti a base di soia, molto usati per sostituire gli alimenti proteici di origine animale, hanno registrato una forte crescita nel 2020, con un + 41% nel corso dell’anno, per un totale di 175 milioni di dollari di vendite. Bene anche il settore dei formaggi vegetali, le cui vendite hanno raggiunto il valore di 270 milioni di dollari nel 2020, con una crescita del 42,5%. Anche il mercato dei sostituti plant-based delle uova ha visto una crescita importante: +168% nel 2020, per un totale di 27 milioni di dollari di vendite. Gli alimenti vegetali pronti e surgelati hanno invece visto un incremento delle vendite del 29% nel 2020, mentre le vendite di carne refrigerata a base vegetale sono aumentate addirittura del 75%.

Come spiega l’analista del GFI Research, Kyle Gaan, “Il 2020 è stato un anno eccezionale per le vendite degli alimenti a base vegetale. L’incredibile crescita a cui abbiamo assistito, in particolare per la carne vegetale, ha superato le nostre aspettative ed è un chiaro segno di dove si stiano dirigendo le preferenze dei consumatori. Quasi il 40% delle famiglie ora ha del latte vegetale nel frigorifero e, a questo ritmo, non passerà molto tempo prima che altrettante famiglie acquistino carne plant-based“.

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