Consumo e sviluppo sostenibile: un legame che si consolida

Sostenibilità: una forma di responsabilità e un driver strategico per imprese lungimiranti e consapevoli. Due studi a confronto.

Che cosa si intende per sostenibilità nell’ambito dell’operato di un’impresa?

Lo sviluppo sostenibile è stato definito nel rapporto Brundtland, elaborato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo (WCED) :

“Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri. […]. Si tratta di processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali.”

(WCED,1987)

La sostenibilità è dunque la ricerca di un equilibrio, la compatibilità fra sviluppo e gestione delle risorse tra le esigenze del presente e quelle delle generazioni future. Attiene all’eredità che il presente lascerà al futuro.

Gli Italiani, in numero crescente, mostrano il loro interesse al tema della sostenibilità. Secondo un’indagine di Ipsos, sono il 65%: di questa quota, il 15% sono sostenitori attivi, quelli cioè che credono nello sviluppo sostenibile agendo di conseguenza e il 50% sono aperti, mediamente informati e predisposti ad attivare comportamenti sostenibili. A questi si affiancano gli scettici (16-20%), persone informate sul tema ma con scarsa attitudine all’attuazione di comportamenti sostenibili perché hanno il timore e il dubbio che la crescente attenzione alla tematica nasconda fini commerciali che poco hanno a che vedere con l’etica; infine gli indifferenti oscillano tra il 15% e il 18% e sono coloro che non prestano attenzione all’argomento.

L’interesse alla sostenibilità è un trend in crescita costante: dal 2014 sono aumentati del 65% gli italiani che dichiarano di conoscere il significato di sostenibilità e sono sufficientemente consapevoli per chiedere un impegno concreto alle imprese, soprattutto in ambito di comunicazione: il 53% dei cittadini ha autonomamente riscontrato che negli ultimi tre anni l’attenzione delle aziende è cresciuta in particolare verso le tematiche legate alla salvaguardia ambientale ma complessivamente il 76% della popolazione ritiene difficile capire quali imprese abbiano posto in essere misure specifiche e possano considerarsi veramente sostenibili. Gli elementi che aumentano l’autorevolezza di un’azienda, che risultano essere rilevanti per comprendere l’impegno delle realtà produttive in tema di sostenibilità e che sono percepiti positivamente dai consumatori sono:

  • l’adesione ad una certificazione (considerata efficace dal 42% del campione esaminato)
  • la garanzia che deriva da terze parti come associazioni di consumatori, ambientaliste o umanitarie (considerate efficaci dal 35% del campione).

In generale le imprese, per rendere noto il proprio impegno, si affidano alla comunicazione che rendono pubblica attraverso il proprio sito web ufficiale (utilizzato dal 50% delle organizzazioni) e al bilancio di sostenibilità (35%) che non va confuso con il bilancio d’esercizio: è anch’esso un documento che oltre alle indicazioni di natura economica, fornisce indicazioni sull’impatto sociale e ambientale che l’attività ha nella zona in cui opera.

Se questa indagine di Ipsos pone l’attenzione sul consumatore e sulla sua percezione dell’impegno dell’impresa, dal punto di vista della realtà imprenditoriale, è recente lo studio condotto dall’Osservatorio permanente su sostenibilità e comunicazione realizzato dal Sic (Società Italiana Comunicazione) che, su una base di 684 interviste ad aziende con più di 10 dipendenti, ha tracciato un profilo ben preciso delle imprese operanti su territorio nazionale: ciò che emerge è che le imprese italiane sono sostenibili ma non hanno una comunicazione efficace rispetto al loro operato; sono sostenibili ma non lo rendono noto.

Del campione esaminato ben il 78,7% si definisce “sostenibile”, mentre il restante 21,3% vuole esserlo ma non ha ancora effettuato una programmazione per raggiungere l’obiettivo. La consapevolezza dell’importanza della sostenibilità è diffusa in particolare fra le aziende di dimensioni maggiori,con più di 249 addetti.

La nota maggiormente positiva dello studio è data dal fatto che la sostenibilità non viene vista come un “costo” ma piuttosto come “un’opportunità”. Per più di un’impresa su due (il 55,6% del 2018 contro il 54,3% del 2017) rappresenta un’occasione per ottimizzare i processi rendendoli più efficienti. Solo il 6,1% degli intervistati la considera un costo.

A livello di progetti realizzati, quelli relativi all’impatto ambientale risultano essere prioritari rispetto ad altre forme di impegno sul campo: viene data importanza al riciclo e riuso dei singoli componenti quando il prodotto è a fine vita (36,7%), al ricorso a materie prime provenienti da attività di riciclo (34,5%), alla riciclabilità dei materiali utilizzati (32,8%) e alla riduzione nell’utilizzo di materie prime non rinnovabili (20,6%). Si rileva inoltre una maggiore consapevolezza in merito alle tre dimensioni della sostenibilità: il 41,5% sa che, per ritenersi sostenibile, deve contemporaneamente rispettare parametri di tipo ambientale, sociale ed economico.

Ma che cosa accade a livello di comunicazione? Le imprese sono capaci di comunicare il loro impegno?

La ricerca nel complesso ha evidenziato che le aziende sono perfettamente consapevoli che la sostenibilità risulta essere efficace a livello commerciale (81,7%), rappresenta un vantaggio competitivo (76,7%), e contribuisce a migliorare la reputazione dell’impresa (87,2%). Eppure, un numero esiguo di aziende traduce queste evidenze in attività concrete di promozione o comunicazione dei loro comportamenti virtuosi: solo l’11,5% ha una strategia di comunicazione verso l’esterno delle proprie performance economiche, ambientali e sociali. La stragrande maggioranza, l’84,6% dichiara di non poter allocare risorse utili per redigere un bilancio di sostenibilità, lo strumento attraverso il quale raccontare la propria responsabilità a tutti gli stakeholder.

 

 

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