importazione foie gras

Lettera al Governo inglese per lo stop all’importazione di foie gras: firma anche la “professoressa Sprite” di Harry Potter

In UK alcuni volti noti hanno firmato una lettera per dire basta all'importazione di foie gras, un prodotto considerato anacronistico e crudele dalla maggioranza degli inglesi.

Miriam Margolyes, la professoressa Sprite dei celebri film della saga di Harry Potter, si unisce ad altri volti noti per chiedere lo stop all’importazione di foie gras, firmando una lettera indirizzata al Primo Ministro britannico Rishi Sunak. La richiesta arriva dopo l’annuncio da parte del Governo inglese di un possibile allentamento sui divieti relativi a questo prodotto, definito proprio nella lettera come “tortura in scatola”.

Il divieto di produzione di foie gras è già in vigore in Regno Unito dall’inizio del 2021, grazie alla stesura di un piano di azione – l’Animal Sentience Bill – elaborato per proteggere il benessere degli animali, in UK e all’estero. Ciononostante, il divieto di importazione rimane ancora solo una proposta, più volte rimandata dal 2021 per fare spazio a “questioni più urgenti”.

Consentire l’importazione di foie gras va contro i valori della maggior parte degli inglesi, che rifiutano apertamente questo prodotto… Il Governo ha parlato di un divieto per anni e i ministri hanno dichiarato nel 2021 che tale legislazione sarebbe stata introdotta ‘di lì a pochi mesi‘- si legge nella lettera firmata da Margolyes insieme, tra gli altri, ad Alesha Dixon, Mark Rylance e Jo Brand e coordinata da Animal Equality UK e PETA – Eppure eccoci qui, nel 2023, senza alcuna legislazione in vista, mentre gli animali continuano a soffrire e morire. Dobbiamo porre fine alla complicità del Regno Unito in questo spaventoso commercio“.

Abigail Penny, direttrice esecutiva di Animal Equality UK, ha dichiarato: “Se il foie gras è troppo crudele per essere prodotto qui, dovrebbe esserlo anche per essere importato. Gli inglesi si preoccupano profondamente della protezione degli animali; questa legislazione deve diventare una priorità”. Il cambio di rotta sulla questione (ma anche sull’importazione di pellicce) è ormai cosa nota, ed è legata alle passate proteste di alcuni ministri conservatori, che si dice abbiano sostenuto che vietare le cose è “non conservatore”.

Foie gras: un prodotto crudele e anacronistico

Considerato uno degli alimenti più ricercati (e costosi) della cucina francese, il foie gras è ottenuto attraverso un vero e proprio maltrattamento ai danni di oche e anatre, costrette ad alimentarsi forzatamente con cibo ipercalorico, in modo che si ammalino di steatosi epatica.

La produzione si divide in tre fasi: dopo un primo periodo di crescita all’esterno, oche e anatre vengono spinte per circa due settimane a nutrirsi autonomamente con grandi quantità di cibo, portando lo stomaco e l’esofago a dilatarsi. A questo punto, gli animali vengono rinchiusi in piccolissime gabbie e sottoposti al gavage, l’alimentazione forzata attraverso un tubo metallico inserito in gola. Con questo, gli operatori – manualmente o tramite l’uso di macchinari – somministrano agli animali quantità spropositate di cibo ipercalorico, più volte al giorno. Il risultato è la steatosi epatica, ovvero l’accumulo di grasso all’interno del fegato. Da qui, il termine “foie gras”. Il fegato può raggiungere un peso dieci volte superiore rispetto a quello di un organo sano, con conseguenze molto gravi per la salute degli animali.

Non solo il foie gras è orribilmente crudele, ma nel bel mezzo di una crisi legata all’aumento del costo della vita, è fuori dal mondo e francamente grottesco che il Governo continui a difendere l’importazione e la vendita di un prodotto vile che costa circa 95 sterline a lattina” si conclude la lettera indirizzata a Sunak.

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Foto: veganfoodandliving.com

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