In Irlanda stop alla produzione di pellicce a partire dal 2022

A partire dal prossimo anno, anche l'Irlanda vieterà l'allevamento di animali per la loro pelliccia, compresi gatti, cincillà, cani, volpi, visoni, donnole ed ermellini. Con questa decisione, l'Irlanda diventerà il quindicesimo paese europeo a muoversi in questa direzione.

L’Irlanda compie un altro passo verso l’abolizione degli allevamenti di animali da pelliccia: il divieto, che entrerà in vigore già a partire dal 2022, rappresenta un nuovo capitolo nella storia del Paese, che metterà a disposizione dei sussidi – un pacchetto compreso tra i 4 e gli 8 milioni di euro – per sostenere gli allevatori che dovranno cessare la propria attività. In particolare, in Irlanda sono ancora attivi 3 allevamenti, che nel complesso producono oltre 110.000 pelli all’anno; queste attività potranno concludere la stagione 2021, per poi chiudere definitivamente nei primi mesi del prossimo anno.

La decisione, approvata in questi giorni dal Consiglio dei Ministri, è rappresentativa non solo dell’opinione di tutti i partiti politici irlandesi, ma anche del sentire dei cittadini: secondo i sondaggi, infatti, l’80% degli irlandesi è favorevole alla fine di questa pratica. Il divieto riguarderà l’allevamento di qualsiasi animale con il solo scopo di ricavarne pelle o pelliccia, e sarà esteso a gatti, cincillà, cani, volpi, visoni, donnole ed ermellini. Con questa decisione, l’Irlanda diventerà il quindicesimo paese europeo a muoversi in questa direzione.

L’Italia, invece, risulta ancora tra i Paesi europei in cui l’allevamento di animali da pelliccia è consentito. Questo, nonostante alcune di queste attività si siano realmente trasformate in pericolosi focolai di Coronavirus nei mesi scorsi. L’unico provvedimento è arrivato a febbraio, quando è stato deciso lo stop agli allevamenti di visoni per tutto il 2021. Non la chiusura definitiva, come avvenuta in altri Paesi europei, ma una pausa che non rappresenta una soluzione efficace in termini di tutela della salute pubblica.

Certo è che l’allevamento di animali “da pelliccia” è un argomento controverso, che negli ultimi anni sta facendo discutere e suscitando proteste: sono sempre di più i cittadini, anche tra coloro che non si dichiarano apertamente animalisti, a considerare la pelliccia un capo anacronistico, di cui il mondo della moda potrebbe tranquillamente fare a meno. Proprio per questo, il settore sta affrontando una forte crisi, e la risposta riguarda tanto la chiusura di queste attività, quanto il bando delle pellicce dalle passerelle. Anche le nuove tecnologie entrano nel settore, e tra queste c’è la pelliccia creata in laboratorio da una start-up che promette di rivoluzionare il mondo della moda.

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