Indagine Doxa: gli italiani sempre più attenti alla “corretta alimentazione” e alle etichette nutrizionali

Il sondaggio, pubblicato in esclusiva sul magazine Food, parla di un consumatore sempre più attento agli ingredienti, ai valori nutrizionali degli alimenti e al contenuto dei singoli nutrienti.

Gli italiani sono sempre più attenti a quello che mettono nel carrello, prestando molta attenzione al concetto di “corretta alimentazione“: a rivelarlo è un’indagine condotta da Doxa – la più importante azienda italiana di ricerche di mercato – e pubblicata sul magazine online Food, che analizza nello specifico il settore agroalimentare. L’indagine è stata condotta su base volontaria tra il 29 giugno e il 2 luglio, coinvolgendo 500 persone che hanno risposto a un sondaggio Doxa Roamler. Quello che è emerso è che il 66% degli intervistati presta attenzione alle etichette alimentari e ai valori nutrizionali riportati in etichetta, con particolare riferimento al contenuto di proteine, grassi, carboidrati e fibre, oltre che al valore energetico complessivo; solo il 7% degli intervistati ha dichiarato di non farlo mai.

Il 71% delle persone evita i prodotti ricchi di grassi, mentre il 24% presta particolare attenzione al contenuto di carboidrati. Questo è in accordo con quanto emerso di recente da una ricerca di mercato effettuata oltreoceano, secondo la quale i consumatori tendono ad acquistare prodotti con etichette “pulite”: le aziende mettono in evidenza la presenza di ingredienti naturali, più sani e meno lavorati, mentre evitano – riportandolo a chiare lettere sulla confezione – ingredienti considerati poco salutari quali conservanti o additivi sintetici.

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Sempre secondo l’indagine Doxa, il 54% degli intervistati ritiene un fattore determinante per l’acquisto il fatto che un alimento sia bilanciato dal punto di vista nutrizionale, mentre il 53% ricerca alimenti con materie prime di origine italiana come discriminante a guidare l’acquisto. Si riscontra però anche attenzione alla sostenibilità, dal momento che il 26% delle persone coinvolte acquista alimenti con materie prime di origine biologica e il 24% si assicura che la confezione sia in materiale riciclabile. Proprio quest’ultimo aspetto è emerso tempo fa anche dai dati Eurispes, secondo i quali i consumatori in Italia sono attenti e informati: se il packaging non è sostenibile, gli italiani preferiscono non acquistare.

Coronavirus e lockdown: più tempo per lo sport

La chiusura delle attività e, di conseguenza, più tempo da dedicare a se stessi ha portato gli italiani non solo a curare maggiormente la propria alimentazione, ma anche a dedicare più tempo allo sport: secondo Doxa, il 20% degli intervistati ha dichiarato di dedicare più tempo all’attività fisica rispetto al periodo “pre-Covid”, con 8 persone su 10 che praticano sport almeno una volta alla settimana e il 19% che adegua il proprio regime nutrizionale al grado di attività fisica scelta.

A questo proposito l’attenzione si sposta sugli integratori: se da una parte il 67% delle persone afferma di non averne bisogno – neanche di specifici per lo sport – perché segue una corretta alimentazione, si nota comunque una predilezione d’acquisto per quelli di vitamine sali minerali (66%), seguiti da barrette e shake proteici (37% per ognuno). Spicca lo scarso interesse per i probiotici, con 6 intervistati su 10 che dichiarano di non farne uso, ma di acquistare alimenti che li contengono naturalmente: lo yogurt è acquistato con frequenza costante dal 95% degli intervistati, seguito da Kefir (31%) e formaggi fermentati (26%).

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Alimentazione “corretta”: perché 100% vegetale non è per forza sano

Se quello della corretta alimentazione è un argomento sempre più sentito, è altrettanto vero che sono sempre di più i consumatori a scegliere alternative plant-based a quelle di origine animale perché percepite come più sane. In linea generale questo è vero, ma è necessario non incorrere in errori di valutazione. La dottoressa Erica Congiu, biologa nutrizionista, ha infatti dichiarato ai nostri microfoni: “Non è sempre vero che gli alimenti vegani sono più salutari rispetto la controparte onnivora e non è sempre vero che la dieta vegana è automaticamente più salutare della dieta onnivora. Bisogna sempre ricordare che il termine “vegan” non indica un particolare tipo di dieta o di ricetta, ma uno stile di vita bastato sulla compassione e sull’empatia. Il vegano può mangiare qualsiasi alimento, purché questo non comporti sfruttamento e crudeltà. Purtroppo però, molto frequentemente i vegani stessi si dimenticano di proteggere e avere cura di se stessi“.

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