Indonesia cani gatti

Indonesia: stop alla macellazione di cani e gatti nel più famoso mercato locale

In Indonesia, chiude i battenti il più famoso e brutale mercato che commercia carne di cani e gatti, grazie a un accordo storico che potrebbe rappresentare la prima svolta positiva per i diritti animali in questo Paese.

L’Indonesia firma lo stop alla vendita di carne di cani e gatti al Tomohon Extreme Market, mercato di strada della provincia settentrionale di Sulawesi, noto per la vendita – tra le altre – di carne di cane e gatto: grazie a un accordo storico, gli ultimi commercianti ancora attivi rinunceranno a questa attività, con una svolta importantissima per i diritti degli animali.

Grazie all’intervento delle associazioni animaliste, tra le quali anche Humane Society International (HSI), come parte dell’accordo sono stati salvati venticinque cani e tre gatti trovati ancora vivi nei macelli che rifornivano il mercato: saranno curati e poi dati in adozione. Con questa decisione, il Tomohon Extreme Market sarà il primo mercato indonesiano del genere a mettere finalmente fine alla brutale e agghiacciante tradizione che porta all’uccisione di migliaia di cani e gatti con metodi terrificanti, tra cui perfino bastonate e lanciafiamme.

Carne di cane e gatto: una tradizione anacronista e aberrante

Il commercio di carne di cane e gatto è molto diffuso sull’isola di Sulawesi: le stime parlano del coinvolgimento di 130.000 cani che vengono macellati nei suoi mercati ogni anno, insieme ad altri animali come gatti, pipistrelli e ratti; il “Tomohon Extreme Market” è considerato da sempre il più grande e il più cruento, anche perché gli animali vengono venduti vivi o macellati sul momento con metodi estremamente brutali. C’è stato perfino chi, nel tempo, ha iniziato a considerarlo una “meta turistica da brivido” imperdibile.

Una situazione inaccettabile dal punto di vista etico, chiaramente, ma anche per questioni sanitarie: questi mercati all’aperto, dove le norme igieniche di base non sono rispettate, sono un ricettacolo di malattie potenzialmente molto pericolose. Per questo il sindaco di Tomohon, Caroll Senduk, ha anche promulgato una legge che vieta ogni futuro commercio di carne di cane e gatto nel mercato, proprio riconoscendo il grave rischio per la salute pubblica. Tutto questo mettendo fine anche alla rete di approvvigionamento di ladri e trafficanti di cani e gatti coinvolti nel trasporto a lunga distanza di questi animali, che riguarda da sempre tutta l’isola di Sulawesi.

Se da un lato si tratta chiaramente di una notizia da salutare con entusiasmo, a cui ci auguriamo possano seguirne presto altre dello stesso tenore, cogliamo l’occasione per puntare i riflettori su una questione: l’alimentazione è legata soprattutto a un fattore culturale, e non può prescindere da tradizioni, usanze e convinzioni locali. Quello che accade in queste zone a cani e gatti, che noi consideriamo “amici” e che ci indigna profondamente, non è diverso da quello che accade da questa parte del mondo negli allevamenti intensivi. La differenza sta solo nella nostra percezione, ma l’aberrazione è identica.

Leggi anche: Negli USA si produce troppo latte e gli allevatori lo buttano nei tombini

Scegli i prodotti certificati VEGANOK e sostieni così la libera informazione!


Solo con la partecipazione di tutti potremo fare la differenza per la salvaguardia del pianeta.

Scarica gratuitamente il nostro magazine

Leggi altri articoli