carne coltivata

Italia, carne coltivata: le voci inascoltate nel dibattito parlamentare

Il dibattito sulla carne coltivata in Italia prosegue, ma alcune voci cruciali rimangono inascoltate

Recentemente, alla Camera dei Deputati, si è acceso il dibattito su un disegno di legge che potrebbe proibire la carne coltivata e limitare la terminologia per i prodotti vegetali nel nostro Paese. Sorprendentemente, l’Alleanza Italiana per le Proteine Complementari, una coalizione rappresentante diverse aziende e associazioni focalizzate sull’alimentazione sostenibile, è stata esclusa dal dibattito, venendo a conoscenza dell’audizione solo dopo la scadenza del termine per la partecipazione.

L’Italia si trova ora a un bivio riguardo al futuro della carne coltivata e dei prodotti a base di proteine vegetali. Questa mancanza di trasparenza ha sollevato preoccupazioni sulla completezza e l’equità del processo decisionale.

Se il disegno di legge venisse approvato, tenendo conto delle normative europee sulla libera circolazione delle merci, l’Italia potrebbe trovarsi in una posizione complicata. Se l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare dovesse autorizzare la carne coltivata, il divieto italiano potrebbe mettere il paese in contrasto con le direttive europee sulla libera circolazione delle merci.

Cos’è l’Alleanza per le Proteine Complementari?

L’Alleanza, che annovera tra i suoi membri entità di spicco come Agricoltura Cellulare Italia e Good Food Institute Europe, sottolinea l’importanza delle proteine vegetali e della carne coltivata nel contrastare il cambiamento climatico. Tra i membri ci sono: Agricoltura Cellulare Italia, Alternative Protein International, Animal Law Italia, Bruno Cell, Cellular Agriculture Europe, Essere Animali, Good Food Institute Europe, Jeremy Coller Foundation e Mosa Meat.

Francesca Gallelli, rappresentante del Good Food Institute Europe, ha manifestato la delusione dell’Alleanza per non aver potuto partecipare al dibattito, evidenziando l’importanza di un dialogo aperto e informato, specialmente su temi così cruciali per il futuro sostenibile dell’Italia.

Ha dichiarato: “Come gruppo di ricercatori, imprenditori e organizzazioni non governative esperte nel settore delle carni vegetali e coltivate avremmo auspicato di poter contribuire alla discussione su un tema così cruciale per lo sviluppo sostenibile del Paese. L’apertura del ciclo di audizioni, però, è diventata pubblica quando il termine per chiedere di poter partecipare era già scaduto. Informare il dibattito parlamentare è stato quindi impossibile, se non con il passivo invio di una memoria scritta.”

Mentre l’Italia si avvicina a una decisione fondamentale, è vitale che tutte le voci vengano ascoltate. La sostenibilità, l’innovazione e la crescita economica sono in bilico, e una scelta informata è nell’interesse di tutti.

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