L’azienda che produce carne vegetale in uno stabilimento di vetro: “Non abbiamo niente da nascondere”

Planted Foods è un'azienda svizzera che sta scalando le vette della produzione di alternative vegetali alla carne. I quattro fondatori hanno scelto una fabbrica con le pareti di vetro come provocazione contro la macellazione: la produzione della carne vegan può avvenire sotto gli occhi di tutti.

A differenza dell’industria della carne, noi non abbiamo niente da nascondere“: con queste parole l’azienda Planted Foods, che produce carne vegetale, motiva la scelta di uno stabilimento con le pareti di vetro. Una scelta identica a quella della start-up UPSIDE Foods, che ha inaugurato da poco in California una realtà dedicata alla produzione di carne coltivata su larga scala. In entrambi i casi, l’obiettivo è mostrare che la produzione della carne può avvenire sotto gli occhi di tutti, perché non ci sono più crudeltà e sofferenza da nascondere.

La mission di Planted Foods, che ha sede in Svizzera, è di “salvare il mondo, un morso alla volta“. Un’azienda giovane fondata da giovani: quattro ragazzi che nel 2019 – unendo le proprie conoscenze su ingegneria dei processi alimentari, finanza, alimentazione e sostenibilità – hanno fondato una realtà che produce alternative etiche e sostenibili alla carne. Tra queste pollo, straccetti di maiale, cotolette, kebab e un arrosto (in edizione limitata) per il prossimo Natale; il tutto, partendo solo da ingredienti 100% vegetali.

Da allora, Planted Foods è riuscita a far parlare di sé in vari modi: dopo un finanziamento da 7 milioni di franchi ottenuto nel 2019, l’anno scorso è arrivato un secondo round di finanziamenti da 17 milioni. Oggi, l’azienda vende i propri prodotti in 4 Paesi e ha 100 dipendenti, ma l’obiettivo è di espandersi ancora. A settembre 2021 è perfino entrata nel Guinnes World Record per aver realizzato la cotoletta più lunga del mondo: ben 119 metri!

Quello che più colpisce, però, è lo stabilimento in cui avviene la produzione: luminosa, ariosa e completamente trasparente, la struttura si trova a Kemptthal (Svizzera) e lancia un messaggio forte, distaccandosi nettamente dagli sforzi che i produttori di carne fanno per nascondere gli orrori della macellazione. “Abbiamo avviato la nostra attività in un edificio con pareti e soffitto in vetro, perché vogliamo essere trasparenti riguardo al modo in cui produciamo la carne”, ha affermato uno dei fondatori, Pascal Bieri – A differenza dell’industria della carne animale, non abbiamo nulla da nascondere“.

I fondatori dell’azienda: Lukas Böni, Pascal Bieri, Eric Stirnemann, Christoph Jenny. Credits: Planted Foods

I numeri della rivoluzione

L’azienda fornisce anche un quadro concreto del proprio lavoro, ma soprattutto dell’impatto che le scelte alternative alla carne hanno sull’ambiente e sugli animali. Per fare qualche esempio: scegliere di consumare in un anno 50 kg di Planted Chicken, il sostituto vegetale del pollo, si traduce nell’emissione del 74% in meno di anidride carbonica e nel consumo del 46% in meno di acqua rispetto alla carne di pollo. In particolare, permette di:

  • risparmiare l’equivalente in CO2 di 1663.5 km percorsi in aereo;
  • risparmiare l’equivalente in acqua di 72 docce;
  • salvare la vita di quasi 30 polli.

Allo stesso modo, la carne di maiale vegetale emette l’81% in meno di CO2 e usa il 43% in meno di acqua della carne “vera”. Sostituire in un anno 50 kg di carne di maiale con 50 kg di Planted Pulled, consente di:

  • risparmiare l’equivalente in CO2 di 2538.5 km percorsi in aereo;
  • risparmiare l’equivalente in acqua di 79.5 docce;
  • salvare la vita di un maiale.

I dati sono forniti dall’azienda con il supporto di Eaternity, un’organizzazione indipendente che fornisce valutazioni precise sull’impronta ambientale degli alimenti.

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Crediti foto: Planted Foods

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