Mamma vegana Carnevale

Mamma vegana contro la scuola: “Mia figlia non si vestirà da pescatrice a Carnevale”

Una mamma vegana in Spagna, in occasione del Carnevale, ha detto no al costume da pescatrice per la figlia: "Va contro i nostri principi etici e morali".

Sta facendo il giro del web la notizia di una mamma vegana che, in occasione del Carnevale, si è schierata contro la scuola frequentata dalla figlia, perché gli insegnanti hanno scelto per lei un costume da pescatrice. La vicenda arriva dalla Spagna e la donna ha affidato la propria protesta a un video su TikTok, che in poco tempo ha ottenuto migliaia e migliaia di visualizzazioni.

Sul suo profilo @veganaynormal, la donna ha sottolineato come questa scelta (considerata più che altro un’imposizione) sia contraria ai principi etici e morali che lei insegna alla propria figlia: “È chiaro che tutti abbiamo principi etici e morali, ma voglio ricordare che non si può discriminare in base a questi ultimi, o alla propria fede religiosa“. Sì, perché la donna ha precisato che la figlia non si sarebbe travestita da pescatrice, nessuno “strappo alla regola” per Carnevale.

In poche ore la vicenda ha portato alla formazione di “due schieramenti”, tra coloro che difendono la scelta di questa mamma e della figlia di rispettare la propria etica, anche quando si parla di un travestimento, e coloro che invece la considerano una polemica inutile. “Gli insegnanti guadagnano 1.500 euro al mese per gestire 30 bambini urlanti in classe e ora devono sopportare anche la madre vegana”, ha scritto un utente.

Il nostro punto di vista sulla questione

Partiamo col dire che il rispetto sembra il grande assente all’interno di questa vicenda: come abbiamo avuto modo di ribadire a più riprese, la scelta vegana si basa su principi etici e morali che, in quanto tali, non possono e non devono mai essere contestati.

La decisione di cambiare il proprio stile di vita (e non semplicemente la propria alimentazione) per non contribuire allo sfruttamento animale è sacrosanta e non può essere vista come un capriccio: mai e poi mai si dovrebbe avere l’ardire di pensare di poter dire la propria sui valori di un’altra persona, condivisi o meno che siano.

D’altro canto, è forse utile sottolineare che il mondo vegan è composto da sfumature di pensiero, com’è giusto che sia: non è detto che tutti i vegan* la pensino allo stesso modo sull’argomento, e magari altri al posto della signora non avrebbero mosso alcuna obiezione. “Dopo tutto si tratta solo di un costume di carnevale“, si potrebbe pensare. E secondo noi non c’è un’idea giusta o sbagliata, c’è (o dovrebbe esserci) solo la libertà di scelta e di pensiero, insieme al rispetto della sensibilità altrui.

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