Mercato dei succhi di frutta nella distribuzione moderna italiana: i dati IRI

Frutta da bere: qual è la situazione? L’anno conclusosi ad aprile 2020 ha registrato un calo del 2,2% in valore e del 2,1% in volume apportando però un miglioramento del -3,3% (a volume e valore) del periodo gennaio-dicembre 2019. Il dato, proviene da una rilevazione di IRI attraverso la quale è stato analizzato il mercato dei succhi di frutta ( Uht che fresco) nei canali della distribuzione moderna: ipermercati, supermercati e libero servizio piccolo.

Il Mercato delle Bevande nel 2019 ha registrato un giro d’affari di 8 Mld di euro nei canali Ipermercati, Supermercati e Libero Servizio Piccolo. Il Covid-19 ha cambiato molte dinamiche incidendo in maniera netta sui comportamenti di acquisto e di consumo. Infatti, a partire dall’ultima settimana di Febbraio, a seguito delle misure governative in tema di chiusure dei negozi, le vendite di prodotti di Largo Consumo nella Grande Distribuzione hanno subito un’impennata che ha interessato molte categorie, tra le quali Acqua, Vino, Birra, ma anche i Succhi di Frutta generando un contenimento della flessione delle vendite rispetto alla chiusura del 2019. Succhi e Nettari infatti , che nel 2019 confermavano l’andamento del 2018 registrando un -3,3% sia a volume che a valore, hanno invertito un trend negativo che affliggeva il settore da qualche anno. La categoria dei Succhi di Frutta, UHT e Freschi, ha sviluppato un fatturato di quasi 581 milioni di euro nella Distribuzione Moderna (Ipermercati + Supermercati + Libero Servizio Piccolo) per un totale di circa 403 milioni di litri. A dimostrarlo, il white paper – pubblicato a Maggio di quest’anno – dell’isitituto di ricerca IRI. Le vendite complessive hanno segnato una flessione del -2,2% in valore e del -2,1% in volume negli ultimi 12 mesi terminanti ad aprile 2020. Succhi, Nettari e Spremute UHT, che rappresentano il 92% del fatturato complessivo, presentano la stessa dinamica del totale mercato in termini di variazioni di vendite verso lo scorso anno nei canali Ipermercati, Supermercati e Libero Servizio Piccolo.

DATI IRI. FONTE: REPORT IRI

La proposta sullo scaffale: molto segmentata

Lo scaffale dedicato alla categoria risulta essere abbastanza variegato, anche se si riscontra una tendenza alla riduzione del numero medio di referenze e quindi di razionalizzazione della proposta da parte della Grande Distribuzione: secondo quanto rilevato da IRI, l’offerta media di Succhi e Nettari UHT è di circa 131 referenze per punto vendita che salgono a oltre 190 negli Ipermercati. Nel banco frigo, l’offerta media di Succhi si aggira intorno a 13 referenze (23 negli Ipermercati) per punto vendita (in flessione anche in questa categoria). La proposta a scaffale dei Succhi è estremamente segmentata agli occhi dei consumatori: diverse localizzazioni nel punto vendita (banco frigo o scaffale), varie tipologie di prodotto (% frutta) per l’UHT, molteplici tipologie di pack (formato/confezione) e numerosi gusti. Analizzando le principali tipologie di Succhi UHT: i Succhi 100%, che sviluppano il 13% del fatturato del mercato, hanno perso circa l’1,1% delle vendite, persevera il trend negativo dei Nettari (32% del mercato), utilizzati prevalentemente come merenda per i bambini e sono in lieve crescita (+1,5%) le bevande a più basso contenuto di frutta (30%-99%), che rappresentano la parte più importante del mercato (43%).

I consumatori possono scegliere tra un’ampia e vasta gamma di gusti: dai classici, come albicocca, pesca, pera, arancia rossa, ananas ai gusti più di tendenza quali mirtillo, frutti di bosco, frutti rossi, melograno che hanno principi attivi particolarmente interessanti per la salute e quindi considerati molto sani. La tendenza degli ultimi anni è di proporre mix di frutta e verdura con la combinazione di spezie come zenzero e curcuma. L’innovazione si sta orientando sempre di più verso la riformulazione di ricettazioni per eliminare o ridurre il contenuto di zucchero e aumentare la percentuale di frutta in modo da proporre prodotti più in linea con la richiesta di naturalità da parte del consumatore. L’affermarsi di modelli di consumo orientati al salutismo, ha dato nuovo impulso al settore soddisfacendo sempre di più la richiesta di “benessere” di coloro che selezionano cosa mettere nel carrello anche in base alla lista degli ingredienti e alla naturalità delle referenze. Come negli altri comparti delle Bevande Analcoliche, si assiste ad un aumento dell’offerta di prodotti che riportano sulla confezione il claim “senza zuccheri aggiunti” e che, quindi, contengono solo lo zucchero naturalmente presente nella frutta. Ridurre le quantità di zucchero e aumentare la percentuale di frutta, è un imperativo categorico per le aziende operanti in questo settore.

Fonte: IRI

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