Mondiali di calcio a emissioni zero? Macché, l’edizione in Qatar inquinerà il 71% in più rispetto a quella precedente

Si era parlato dei Mondiali in Qatar come l'edizione a emissioni zero, ma la verità è che durante l'evento si produrranno 3,6 tonnellate di Co2e, senza contare gli enormi sprechi di risorse.

Mondiali in Qatar a zero emissioni? Una favola a cui avremmo voluto poter credere. Cominciato già avvolto dalle polemiche, l’inedito Mondiale invernale in Qatar sta facendo discutere per diversi fattori; c’era speranza, però, che almeno l’evento risultasse sostenibile e avanguardistico a livello ambientale, diventando – come annunciato – il primo Mondiale a emissioni di carbonio zero. La realtà, però, è molto diversa: in Qatar, stando alle stime diffuse sul sito dell’evento, si arriveranno a produrre 3,6 tonnellate di CO2e, misura che indica l’incidenza sul riscaldamento globale rispetto alle emissioni di carbonio.

Un’impronta ambientale che, se paragonata all’ultima edizione in Russia del 2018, è maggiore del 71%. Come è possibile immaginare, essendo il Qatar un Paese desertico e notoriamente bollente, gran parte delle emissioni deriva dall’energia necessaria a raffreddare gli stadi prima di ogni partita, per i trasporti essenziali a portare i tifosi e i partecipanti dagli hotel agli stadi, nonché a mantenere energeticamente le stesse strutture d’accoglienza. Il resto del grande peso ambientale connesso a Qatar 2022 è legato alla costruzione degli stadi: sette di questi sono nuovi. Anche fossero stati già presenti, però, mantenere verde il manto erboso delle strutture calcistiche in Qatar è tutt’altro che una passeggiata.

Per annaffiare i campi da gioco, il Qatar è costretto a utilizzare acqua desalinizzata, quindi raccolta dal mare e “ripulita” attraverso un processo molto inquinante. E poi, dato che l’erba non cresce certo rigogliosa in Qatar, il manto stesso delle strutture è “nato” con un fardello ambientale terribile, visto che ciascun seme è stato fatto arrivare dagli Stati Uniti via aereo (e si dice che ogni anno il Qatar se ne faccia spedire ben 140 tonnellate). C’è un però: il Qatar sa di avere un grosso debito ambientale e si è impegnato a compensare le emissioni acquistando 1,8 milioni di crediti di carbonio dal Global Carbon Council, ossia investimenti in attività che possano ridurre o rimuovere gas inquinanti dall’atmosfera. 

Ma anche qui emerge un grosso problema: il Global Carbon Council, al momento, ha infatti soltanto due progetti attivi per la compensazione delle emissioni di carbonio e solo uno di questi oggi possiede i crediti validi per attivarsi e cominciare a recuperare quanto il Mondiale in Qatar ha già sprecato e inquinato. Che i Mondiali – e qualsiasi evento di tale portata – non saranno mai totalmente green e sostenibili pare essere un dato di fatto: ma c’è un limite a tutto e anche la Fifa, assegnando le edizioni a ciascun Paese, dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e optare in futuro per Nazioni ospitanti più attente all’impatto ambientale di eventi di questo calibro.

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