Olanda carne coltivata

L’Olanda sarà il primo Paese europeo a consentire gli assaggi di carne coltivata

Il Governo dell'Olanda prende una decisione storica sulla carne coltivata e sarà il primo Paese in Europa a consentirne le degustazioni "in condizioni e ambienti controllati".

Era il 2013 quando il professor Mark Post, Chief Scientific Officer dell’azienda olandese Mosa Meat, presentò il primissimo hamburger di carne coltivata, durante una conferenza stampa a Londra: oggi l’Olanda il primo Paese europeo che si appresta a dare il via libera alle degustazioni per il pubblico di questo prodotto, sebbene la vendita e la commercializzazione rimangano attualmente vietate.

Mentre negli Stati Uniti e a Singapore il commercio di carne made-in-lab ha già ottenuto il via libera, infatti, sul suolo europeo si attende ancora il benestare dell’EFSA – che potrebbe richiedere ancora diverso tempo e che è propedeutico al lancio sul mercato di qualsiasi alimento, specialmente in ambito di novel food. Il Governo Olandese, però, ha agito in autonomia per permettere quantomeno di presentare ai consumatori questo alimento rivoluzionario, tramite la stesura di un “codice di condotta” che renderebbe possibili le degustazioni in ambienti controllati.

Anche se si tratta di un iter di approvazione piuttosto lungo, si ritiene che i primi assaggi potranno avvenire già entro la fine di quest’anno; un risultato non da poco, se si pensa al ruolo fondamentale che l’Olanda ha giocato, fin da subito, nella messa a punto della tecnologia della coltivazione cellulare degli alimenti, anche grazie al lavoro degli scienziati dell’Università di Maastricht.

Carne coltivata: un’innovazione dai numerosi vantaggi

Già da tempo la carne coltivata in laboratorio è salutata come un punto chiave nella revisione del settore alimentare globale: posto che è carne vera e propria (e non è pensata, quindi, per i vegetariani e i vegani), consentirebbe una produzione più etica e sostenibile a fronte di quella attuale, legata agli allevamenti intensivi.

Le start-up, in Europa e nel mondo, che in questi anni hanno scelto di specializzarsi nella sua produzione non si contano, e sono difficili perfino da immaginare le cifre dei finanziamenti che il settore ha ottenuto negli ultimi anni. Da qualche tempo a questa parte, però, è emersa la criticità che forse, più di tutte, potrebbe rappresentare un ostacolo alla sua diffusione su larga scala: di carne coltivata si parla sempre di più, i video e le immagini che la mostrano non mancano sicuramente, ma di fatto i consumatori non la conoscono. Solo a Singapore e, da pochissimo, negli Stati Uniti è disponibile nei ristoranti, ma la stragrande maggioranza di persone nel mondo non l’ha mai nemmeno vista dal vivo, tantomeno assaggiata.

Difficile quindi promuoverne la diffusione, se effettivamente le persone a cui è destinata non possono avervi accesso: le degustazioni sono considerate un tassello fondamentale per permettere a questa innovazione tecnologica di progredire ulteriormente, anche sulla base dei feedback da parte dei consumatori.

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