Olanda latte vegetale

Olanda: +196% sul prezzo del latte vegetale, equiparato alla Coca-Cola

Dal 2024 l'Olanda aumenterà le tasse sul latte vegetale, che rientra legalmente nella stessa categoria delle bevande zuccherate: una mossa che ne scoraggerà i consumi in un periodo storico in cui dovrebbero invece aumentare?

Le tasse sul latte vegetale aumentano del 196%, al pari di quelle sulla Coca-Cola e altre bevande analcoliche zuccherate: siamo in Olanda, dove dal 1° gennaio 2024 entrerà in vigore una nuova imposta sul latte vegetale – e in particolare quello di avena, di riso, cocco e mandorle – che, per legge, rientra nella stessa categoria delle bevande come la Coca-Cola. La decisione porterà a un aumento considerevole del prezzo del latte vegetale, da 9 a 26 centesimi al litro, con un’impennata potenzialmente scoraggiante per i consumi.

E non c’è dubbio sulle motivazioni dietro a questa decisione: in risposta alla richiesta di spiegazioni da parte del Partito per gli Animali, come riporta il quotidiano De Telegraaf, il segretario di Stato Maarten van Ooijen ha dichiarato: “Lo scopo principale di questo aumento è aumentare le entrate fiscali..”. Nessun tentativo nemmeno di farla passare per un’azione in favore della salute dei cittadini, quindi, ma un puro calcolo in favore delle tasche dello Stato.

A questo si aggiunge che il latte vaccinoil cui consumo è notoriamente legato a problemi di saluteè escluso da questo aumento sconsiderato dei prezzi, perché considerato “un alimento di base indispensabile per la salute”. Ma c’è di più, perché in una recente intervista, van Ooijen ha citato come linea guida il Disc of Five, un programma alimentare che nelle scuole incoraggia una dieta che include “tagli magri di carne e carne macinata” e “latte, formaggio e yogurt” come alimenti necessari per seguire uno stile di vita sano. Indicazioni, lo ricordiamo, che si discostano dalle posizioni scientifiche più autorevoli e aggiornate.

Latte vegetale consumi

In tutto questo, fortunatamente, una magra consolazione c’è: grazie ai loro valori nutritivi (e in particolare al contenuto proteico che li contraddistingue), il latte di soia e quello di piselli rimangono esclusi dall’aumento dei prezzi, sulla base però di un paragone con il latte vaccino che non solo è fuorviante, ma è degradante per tutte le altre alternative vegetali che, all’interno di una dieta varia ed equilibrata, apportano tutti i nutrienti necessari per restare in salute.

Attualmente, le bevande vegetali non sono tassate in base al loro contenuto di zucchero (un po’ come accade nel Regno Unito per le bevande zuccherate), ma il Governo non esclude di poterlo fare a breve. Una mossa che va controtendenza rispetto alle necessità attuali, che ci portano a dover incoraggiare i consumi plant-based non solo per questioni etiche, ma anche e soprattutto per combattere la crisi climatica: l’Olanda sembra fare passi indietro come l’Italia, che ha appena bandito la carne sintetica e che continua a tassare il latte vegetale con un’Iva al 22% – a fronte di una tassazione al 4% per il latte vaccino.

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